Capriano del Colle punta sul Rosso
Sedici produttori-imbottigliatori, poco più di un centinaio di ettari di vigneto: una realtà modesta in termini quantitativi, ma sempre più importante per la viticoltura lombarda di qualità. Sulle colline moreniche di Capriano del Colle, un balcone sulla pianura ad una dozzina di chilometri a sud di Brescia, la coltivazione della vite contribuisce a salvare un ambiente naturale a rischio cementificazione e dona ai buongustai una produzione degna di nota. Lo hanno ribadito alla tradizionale 'Festa dell'uva e del vino”, giunta alla 26.a edizione, l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Brescia, Giampaolo Mantelli, il presidente dell'Ente Vini Bresciani, Alberto Pancera e lo stesso sindaco, Alberto Lussignoli. Tra le novità, la comparsa sul mercato del Capriano del Colle Rosso Riserva: la prima annata prodotta, il 1998, ha confermato che, su questi terreni, le uve rosse del Sangiovese, del Marzemino, del Barbera e del Merlot possono dare risultati assai convincenti. 'Per questo – assicura Marco Botti, presidente del Consorzio Vini Doc – pensiamo di puntare sempre più sul vino rosso, che già attualmente copre il 70% della produzione”. Con la 'Festa dell'uva”, Capriano del Colle ha lanciato un concorso per il Premio nazionale di Poesia Monte Netto. Per informazioni, Pier Angelo Bertolotti, telefono 030-9748683.

