Alambicchi d'oro al concorso del Garda
Di Amarone, di Inferno, di Moscato, di Lugana o di Muller Thurgau. Per chi ama la grappa o - meglio ancora - vuole imparare a conoscere la regina dei distillati italiani non c'è dubbio che Brescia ambisca a diventare un polo di riferimento. A parte la tradizionale attività di alcune distillerie di importanza nazionale, molti produttori di vino hanno via via ampliato la loro offerta accostandovi pregiate grappe di monovitigno che hanno subito incontrato il favore dei consumatori. Ma è in particolare grazie all'attività della locale sezione dell'Anag (gli assaggiatori grappa e acqueviti guidati dall'attivissimo Renato Paini che contano ormai su ben 109 soci) se un po' tutta l'area bresciana si sta imponendo all'attenzione nazionale nel settore della grappa. Ne è un esempio il successo della seconda edizione del concorso 'Alambicco del Garda 2000” svoltosi la scorsa estate a Puegnago e che a fine novembre ha avuto la sua conclusione ufficiale con la premiazione dei distillati che hanno superato l'esame della giuria presieduta dal bergamasco Italico Sana. Su 246 grappe partecipanti (a cui sono da aggiungere 21 'ospiti” fuori concorso e 2 acquaviti d'uva) sono state ben 183 quelle che hanno superato la soglia dei 78 punti. Interessante osservare che di queste ben 81 erano di produttori bresciani, seguiti da 33 trentini, 32 veneti, 13 altoatesini, 9 valtellinesi, 9 pavesi e altri 6 lombardi. Alta la qualità complessiva e, particolare di non poco conto, elevato anche il gradimento dei visitatori della mostra concorso.
Alberto Lupini

