studio giapponese
Cucinare una volta a settimana riduce il rischio di demenza negli anziani
Cucinare almeno una volta a settimana può ridurre il rischio di demenza negli anziani fino al 30%, ma il beneficio è ancora più evidente tra chi ha poca esperienza ai fornelli, con una riduzione fino al 67%
Preparare i pasti in autonomia, anche solo una volta alla settimana, può avere effetti che vanno oltre l’alimentazione. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health, cucinare con regolarità si associa a una riduzione del rischio di demenza negli anziani, con percentuali che arrivano fino al 30%. La ricerca è stata condotta in Giappone dal dipartimento di salute pubblica del Istituto di Scienze di Tokyo e si inserisce in un contesto in cui, negli ultimi anni, il ricorso a pasti pronti, take away e prodotti industriali ha progressivamente ridotto il tempo dedicato alla cucina domestica.
Lo studio: numeri e osservazioni
L’indagine ha coinvolto 10.978 persone con più di 65 anni, seguite per sei anni nell’ambito del Japan Gerontological Evaluation Study. I partecipanti hanno fornito informazioni sulla frequenza con cui cucinavano e sul livello delle proprie competenze, dalla preparazione delle verdure fino alla gestione completa di un pasto. Nel periodo di osservazione, 1.195 partecipanti hanno sviluppato forme di demenza, pari all’11% del campione. Incrociando i dati, i ricercatori hanno rilevato una correlazione tra attività culinaria e minore incidenza del deterioramento cognitivo.
I risultati indicano che cucinare almeno una volta a settimana è associato a un rischio di demenza inferiore del 23% negli uomini e del 27% nelle donne rispetto a chi cucina meno frequentemente. Il dato più rilevante riguarda però chi ha poca dimestichezza ai fornelli: in questo gruppo il rischio si riduce fino al 67% se si inizia a cucinare con una minima regolarità. L’attività in cucina, spiegano gli autori, combina movimento fisico, pianificazione e memoria operativa. Elementi che contribuiscono a mantenere attive diverse funzioni cognitive, soprattutto in età avanzata.
Una pratica quotidiana con ricadute sociali
Oltre all’aspetto strettamente sanitario, lo studio richiama l’attenzione sul valore della cucina domestica come spazio di autonomia e relazione. Preparare un pasto implica scegliere ingredienti, seguire passaggi, gestire tempi e strumenti: una sequenza di azioni che stimola il cervello in modo continuo. «Creare un ambiente in cui le persone anziane possano cucinare i pasti potrebbe essere importante per la prevenzione della demenza», osservano i ricercatori. Una considerazione che apre a riflessioni anche sul ruolo delle famiglie e dei servizi dedicati alla terza età.

