Mangiare europeo
L'alimentazione sana inizia dalla spesa. Un progetto per promuovere Dop e Igp
"I love fruit&veg from Europe" ha l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini italiani ed europei a consumare frutta e verdura di qualità, di stagione, che provenga dal continente
Promuovere, in Italia e all’estero, l’acquisto ed il consumo consapevole di prodotti ortofrutticoli europei di qualità, anche nelle loro versioni biologiche, Dop e Igp. È quanto prevede il progetto “I love fruit&veg from Europe” cofinanziato dalla Commissione Europea e presentato a Roma al “The Glam Hotel” per iniziativa di tre associazioni di produttori: “Terra Orti”, “Aoa”, (Associazione ortofrutticoltori agro) e “La Deliziosa”. Il sostegno del Mipaaf è stato espresso dal sottosegretario Gian Marco Centinaio.
Verso un'alimentazione sana e sostenibile
Con il claim “I Choose Fresh&Fair” il progetto prevede varie iniziative di promozione e comunicazione in Italia e all’estero con l'obiettivo di sensibilizzare i consumatori sull'opportunità di un’alimentazione più sana, sicura e sostenibile. Consumare frutta e verdura europea - e l'Italia è al top dei Paesi produttori - significa freschezza, stagionalità, sostenibilità ambientale per un consumo locale e responsabile, perché produrre bene significa anche salvaguardare il territorio. Importante anche il benessere, per l'apporto di vitamine, nutrienti e fibre, e la certificazione della qualità. Non manca neppure la garanzia di sicurezza e tracciabilità.
È quanto hanno evidenziato i responsabili delle tre associazioni di ortofrutta: Emilio Ferrara per "Terra Orti", una florida realtà con sede a Salerno che opera nella Piana del Sele ed opera con 100 produttori della Valle del Matese, in Irpinia, nel Cilento, nel Matese e nel Sannio, Gennaro Velardo per "A.O.A" una struttura cooperativa campana ma con presenza anche in altre regioni che cura e commercializza prodotti come pomodori, fragole ciliege, rapanelli, rucola, nocciole e altri ortofrutticoli, e Sara Bua per la siciliana "La Deliziosa" che produce e trasforma il fico d'India dell'Etna Dop e altri prodotti dell'isola.
Per il sottosegretario Gian Marco Centinaio questo progetto è particolarmente importante in una società che utilizza sempre meno la cucine e preferisce acquistare prodotti trasformati, manipolati, piuttosto di quanto arriva direttamente dalla terra. Inoltre contribuisce a far conoscere la qualità alle nuove generazioni. «Fare la spesa con attenzione - ha detto - non è una perdita di tempo ma un investimento e il prodotto italiano è spesso superiore a quello di altri Paesi. Da Bolzano a Lampedusa abbiamo un patrimonio di biodiversità che noi che siamo al governo abbiamo l'onore e l'onere di valorizzare tutelando sia i produttori che i consumatori. L'Italia non esporta per sfamare il mondo ma per proporre qualità creando suggestioni, e quindi dobbiamo lavorare in questa direzione anche per realizzare un'agricoltura a prezzi concorrenziali. E' compito del nostro Ministero far sì che i sette miliardi di euro che arriveranno dall'Europa vengano spesi bene consentendo ai produttori di fare investimenti a breve e lungo termine. Per gli alti costi anche dei trasporti non devono più essere costretti a gettare via i loro prodotti nonostante il lavoro che c'è dietro. Fondamentale poi è la stagionalità dell'orto frutta: se manca è normale che venga dall'altra parte del mondo e là esiste un codice etico nella produzione e nella raccolta?».
Un progetto continentale
Il progetto "I love fruit & veg from Europe" non si rivolge soltanto ai consumatori italiani ma anche a quelli europei, dalla Spagna alla Francia, dalla Germania alla Svizzera fino alla Norvegia. Già presente con uno stand a Cibus il progetto verrà presentato in ottobre al Fruit Attraction di Madrid e, a seguire, a Parigi e a Berlino. La versatilità e il gusto di frutta e verdura a tutto pasto è stata dimostrata con il menù degustazione appositamente ideato per l’evento dal resident chef del The Glam Hotel, Marco Scarallo e nei finger food preparati per da Alessandro Frassica, chef titolare de "Il panino" di Firenze che ha proposto semplici bruschette al pesto di mandorle, capperi e origano di Pantelleria, Mozzarella di Bufala campana, con alici di Cetara e scorza di limone sfusato di Amalfi, Gambero rosa con cipollotto Dop e rucola della Piana del Sele. «Se un prodotto è buono, sano e di stagione - ha detto - ha già in sè tutto il suo appeal senza non ha bisogno di eccessivi trattamenti in cucina. Può bastare anche soltanto un filo d'olio per valorizzarlo. Nella semplicità si può creare un grandissimo piatto».
Un intero menu tutto verde e molto apprezzato è stato quello creato per l'occasione dallo ched Marco Scarallo: Casarecce con rucola e dentice, Gnocchetti di grano saraceno con verdure croccanti e pesto, Melanzana ripiena con pomodorini, capperi,olive pinoli e basilico, insalatina misticanza, Tagliata di frutta fresca, fichi d'India e Pere coscia e, per concludere, un Sorbetto al basilico. Presenti con la loro testimonianza anche due food blogger straniere: Judy Witts Francini e Denise Laganà che, affascinate dal nostro agroalimentare, hanno scelto di vivere e lavorare in Italia. L'evento è stato curato da Universal Marketing e da Telemaco che porteranno il progetto nelle grandi fiere internazionali.


