Solo 500mila nuovi vaccini contro l’influenza, un terzo di quelli richiesti: è quanto la Lombardia è riuscita a portare a casa dopo la decima gara. La Regione potrà dunque disporre di 2,8 milioni di dosi in totale (contro i 3,8 auspicati). Fin qui, come riporta il Corriere della Sera, con le quattro gare andate a buon fine, c’erano un milione e 868 mila vaccini per adulti e 430 mila per bambini. Ma tutto è andato storto nelle nove gare: tre non aggiudicate, una sospesa, una andata deserta, così come per la maxi fornitura da un milione e mezzo di dosi che avrebbe dovuto arrivare con il nono bando chiuso il 30 settembre.

La Regione potrà dunque disporre di 2,8 milioni di dosi in totale - Caos vaccini in Lombardia 500mila dosi a prezzi doppi
La Regione potrà dunque disporre di 2,8 milioni di dosi in totale

E se le dosi sono poche, i prezzi si alzano e la Regione per potersele aggiudicare deve raddoppiare il prezzo d’acquisto: 10 euro a dose, il doppio rispetto ai primi rifornimenti e a quanto speso dal Veneto (5,5 euro a vaccino per 1,3 milioni di dosi comperate) e dall’Emilia-Romagna (stessa cifra per 1,2 milioni di antinfluenzale). In tutto ciò, cosa che accade raramente, Aria (l’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti) deve anche acconsentire al pagamento in anticipo.

«L’unica offerta pervenuta - scrive l’Aria— è risultata inappropriata in quanto rispetto alle prescrizioni del disciplinare non prevedeva un unico prezzo di offerta e contemplava consegne di fornitura in data successiva al 21 novembre 2020 posto come termine massimo di consegna. La gara non può essere aggiudicata».

L’odissea dei vaccini in Lombardia, come ricostruisce il Corriere della Sera, è iniziata nei mesi dello tsunami del Covid. È il 23 marzo quando la centrale acquisti Aria certifica il fallimento della prima gara, indetta il 26 febbraio: «Si propone la non aggiudicazione della procedura in quanto, da parte dell’unico operatore partecipante, sono state presentate offerte superiori alla base d’asta». In quel momento la Glaxosmithkline è disponibile a fornire 1,3 milioni di vaccini a 5,9 euro a dose. Ma il bando è per 4,5 euro a dose, verosimilmente nel tentativo di risparmiare.

La seconda gara è revocata il 21 maggio perché per i vertici dell’assessorato alla Sanità sono necessari più vaccini di quanti richiesti. L’esisto della gara arriva il 23 giugno: l’offerta sale a 5,9 euro a dose ma si trovano solo 20mila vaccini pediatrici, nulla per adulti. Dopo le quattro gare riuscite durante l’estate, il 24 agosto si ripropone il problema: nessuna offerta ricevuta per 700mila vaccini per adulti a oltre 4 milioni di euro. Con la nona, la Lombardia è disponibile a pagarli più del doppio ma ormai non trova più i quantitativi auspicati.

Con i 500mila recuperati all’ultimo, i vertici dell’assessorato alla Sanità hanno tirato almeno un, piccolo, sospiro di sollievo con Giulio Gallera che ribadisce: «I quantitativi disponibili sono sufficienti». Anche se, conti alla mano, gli over 60 che dovrebbero vaccinarsi sono quasi 2,2 milioni (il 75% del totale), più ci sono tutte le altre categorie a rischio e chi spera di acquistare il vaccino in farmacia. «In proporzione agli abitanti le quantità di vaccini di cui disponiamo — chiosa Gallera — sono in linea con il Veneto e l’Emilia».