Traumi gravi, «serve la formazione per ridurre il rischio di mortalità»
Secondo Hayato Kurihara, che per i suoi studi nel campo della Chirurgia d’Urgenza e del Trauma ha ricevuto una Laurea ad honorem dall’università di Bucarest, servirebbe soprattutto nella fascia tra i 20 e i 40 anni d’età
Hayato Kurihara, responsabile della Sezione autonoma di Chirurgia d’urgenza e del trauma in Humanitas, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dal Senato Accademico dell’Università di Medicina e Farmacia “Carol Davila” di Bucarest. Il riconoscimento è frutto della collaborazione in ambito formativo tra l’Università rumena e il dottor Kurihara nel campo della Chirurgia d’Urgenza e del Trauma.
Come spiega il dottor Kurihara, «si tratta di una collaborazione importante, considerato che a livello europeo manca una formazione chirurgica specifica per il trattamento di pazienti che necessitano di procedure chirurgiche urgenti o che sono rimasti coinvolti in un evento traumatico grave».
«La gestione del trauma grave è molto complessa e delicata per diversi aspetti. Il volume di questi pazienti è molto alto, anche nel nostro Paese, e spesso si tratta di soggetti giovani, nel pieno della propria vita. I traumi infatti rappresentano la prima causa di morte nel mondo nella fascia tra i 20 e i 40 anni di età. Si tratta di situazioni di urgenza ed estrema gravità che richiedono una decisione in tempi rapidi, con un approccio strutturato e un coinvolgimento multidisciplinare. Fondamentale la sinergia all’interno del team che passa anche attraverso una comunicazione efficace tra le diverse figure presenti».
L’invalidità e la morte in seguito a questo tipo di eventi sono tempo-dipendenti: prima si interviene in modo corretto e più si riducono i rischi. A livello europeo, in mancanza di una scuola di specializzazione dedicata alla Chirurgia del trauma e d’urgenza, è fondamentale organizzare percorsi ed eventi specifici di formazione, al fine di preparare sempre di più il personale sanitario alla gestione del trauma grave, che rappresenta la causa di morte e invalidità più frequente nella popolazione giovane.
Tra i 20 e i 40 anni i traumi rappresentano la prima causa di morte
Come spiega il dottor Kurihara, «si tratta di una collaborazione importante, considerato che a livello europeo manca una formazione chirurgica specifica per il trattamento di pazienti che necessitano di procedure chirurgiche urgenti o che sono rimasti coinvolti in un evento traumatico grave».
«La gestione del trauma grave è molto complessa e delicata per diversi aspetti. Il volume di questi pazienti è molto alto, anche nel nostro Paese, e spesso si tratta di soggetti giovani, nel pieno della propria vita. I traumi infatti rappresentano la prima causa di morte nel mondo nella fascia tra i 20 e i 40 anni di età. Si tratta di situazioni di urgenza ed estrema gravità che richiedono una decisione in tempi rapidi, con un approccio strutturato e un coinvolgimento multidisciplinare. Fondamentale la sinergia all’interno del team che passa anche attraverso una comunicazione efficace tra le diverse figure presenti».
L’invalidità e la morte in seguito a questo tipo di eventi sono tempo-dipendenti: prima si interviene in modo corretto e più si riducono i rischi. A livello europeo, in mancanza di una scuola di specializzazione dedicata alla Chirurgia del trauma e d’urgenza, è fondamentale organizzare percorsi ed eventi specifici di formazione, al fine di preparare sempre di più il personale sanitario alla gestione del trauma grave, che rappresenta la causa di morte e invalidità più frequente nella popolazione giovane.

