Tutte le tipologie dell’orticaria. Da non confondere con gli eritemi
L’orticaria è un’eruzione cutanea caratterizzata da pomfi rossi o bianchi, di varie dimensioni, che provocano prurito, fastidio o dolore. Può avere diverse cause: allergiche, da contatto, sistemiche, da stress o farmaci
Ne ha parlato Enrico Brunetta, immunologo e specialista in Allergologia in Humanitas, in un articolo apparso su Humanitasalute, che vi riportiamo di seguito.

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«L’orticaria acuta è caratterizzata da una breve durata dei sintomi, che non persistono oltre le 6 settimane - ha spiegato Brunetta - l’orticaria cronica spontanea, invece, si presenta con pomfi accompagnati o meno da angioma, che rimangono per oltre le sei settimane ma che a differenza di quella acuta non sono scatenati da una causa in particolare. L’orticaria indicibile è quella improvvisa e dovuta a fattori scatenanti come il calore, o il freddo, il contatto con l’acqua o anche la troppa attività fisica. Infine, ci sono altre orticarie sistemiche, scaturite quindi da altre malattie come le vasculiti o altre sindrome e patologie rare».
L’orticaria cronica, quella su cui si riescono ad avere dati più aggiornati e costanti, colpisce tra 0,5 e 1 per cento degli italiani, in prevalenza donne. Oltre all’esame visivo del dermatologo, potrebbero essere utili al fine della diagnosi anche altri approfondimenti come «l’emocromo e la PCR, un’analisi che permette di rilevare il dosaggio nel sangue della proteina C reattiva per identificare eventuali presenze di infiammazioni», ha spiegato Brunetta.
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«L’orticaria acuta è caratterizzata da una breve durata dei sintomi, che non persistono oltre le 6 settimane - ha spiegato Brunetta - l’orticaria cronica spontanea, invece, si presenta con pomfi accompagnati o meno da angioma, che rimangono per oltre le sei settimane ma che a differenza di quella acuta non sono scatenati da una causa in particolare. L’orticaria indicibile è quella improvvisa e dovuta a fattori scatenanti come il calore, o il freddo, il contatto con l’acqua o anche la troppa attività fisica. Infine, ci sono altre orticarie sistemiche, scaturite quindi da altre malattie come le vasculiti o altre sindrome e patologie rare».
L’orticaria cronica, quella su cui si riescono ad avere dati più aggiornati e costanti, colpisce tra 0,5 e 1 per cento degli italiani, in prevalenza donne. Oltre all’esame visivo del dermatologo, potrebbero essere utili al fine della diagnosi anche altri approfondimenti come «l’emocromo e la PCR, un’analisi che permette di rilevare il dosaggio nel sangue della proteina C reattiva per identificare eventuali presenze di infiammazioni», ha spiegato Brunetta.
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