Allergie, tra immunoterapia e eredità ancora troppi falsi miti da sfatare
Negli ultimi anni sembra che stiano aumentando i casi di soggetti allergici ad alcuni alimenti. Il “boom”, mischiato a qualche moda, confonde però le idee su cause, sintomi e cure
Ha fatto chiarezza in un articolo pubblicato su Humanitasalute che qui riportiamo integralmente, Francesca Puggioni pneumologa in Humanitas.

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L’allergia è una risposta eccessiva del sistema immunitario al contatto con una sostanza esterna considerata dannosa - come la polvere, i pollini - o all’ingestione di un determinato cibo, percepito dall’organismo come nocivo.
La familiarità è uno dei fattori per lo sviluppo di allergia. Se un bambino ha la mamma allergica, ha il 60% di probabilità di diventare allergico a sua volta; se l’allergico è il papà, la probabilità è del 40%. Laddove siano allergici entrambi i genitori, è quasi certo che anche il bambino svilupperà allergia. Occorre sottolineare che si eredita la predisposizione a sviluppare allergie, ma è possibile che i figli abbiano sensibilizzazioni completamente diverse da quelle dei genitori.
La reazione allergica può essere legata a uno specifico alimento di origine vegetale oppure a pollini, che con frutta e verdura condividono particolari proteine dall’elevato potere allergenico. In questo caso, fra le reattività crociate più frequenti c’è quella tra mela, nocciola e polline di betulla. Le combinazioni però sono infinite, per cui è necessario confrontarsi con un allergologo.
La presenza di un’allergia alimentare è il sintomo di atopia, cioè la predisposizione genetica a sviluppare una sensibilizzazione o più sensibilizzazioni a sostanze che per il resto della popolazione sono innocue. È possibile quindi, che, chi soffre di allergia a pollini e ha sviluppato un’allergia crociata ad alcuni alimenti possa sviluppare anche ipersensibilità verso altre sostanze, come nichel, parabeni, profumi, conservanti, spesso contenuti nei prodotti cosmetici. Il paziente in genere manifesta dermatite da contatto, con rossore, prurito ed eczema.
I grandi cambiamenti cui è sottoposto il sistema immunitario nei primi 25 anni di vita, possono comportare anche variazioni nelle risposte agli allergeni. Un cambiamento che può caratterizzare anche periodi di variazione ormonale, come la gravidanza o la menopausa.
Non è al momento disponibile un trattamento immunoterapico specifico in caso di allergia alimentare. In caso di allergia crociata con i pollini però, lo specialista valuterà la possibilità di sottoporre il paziente ad “Ait allergen immunotherapy“, un trattamento che prevede la somministrazione di quantità crescenti dell’allergene inalante con preparati standardizzati.
Non sono disponibili al momento evidenze scientifiche che dimostrino l’effetto protettivo dei probiotici. Alcuni studi hanno però suggerito che svolgano un’azione sinergica con l’AIT o con il trattamento farmacologico, altri studi hanno mostrato risultati incoraggianti se vengono assunti durante la gravidanza per diminuire nel nascituro il rischio di sviluppare asma bronchiale.
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L’allergia è una risposta eccessiva del sistema immunitario al contatto con una sostanza esterna considerata dannosa - come la polvere, i pollini - o all’ingestione di un determinato cibo, percepito dall’organismo come nocivo.
La familiarità è uno dei fattori per lo sviluppo di allergia. Se un bambino ha la mamma allergica, ha il 60% di probabilità di diventare allergico a sua volta; se l’allergico è il papà, la probabilità è del 40%. Laddove siano allergici entrambi i genitori, è quasi certo che anche il bambino svilupperà allergia. Occorre sottolineare che si eredita la predisposizione a sviluppare allergie, ma è possibile che i figli abbiano sensibilizzazioni completamente diverse da quelle dei genitori.
La reazione allergica può essere legata a uno specifico alimento di origine vegetale oppure a pollini, che con frutta e verdura condividono particolari proteine dall’elevato potere allergenico. In questo caso, fra le reattività crociate più frequenti c’è quella tra mela, nocciola e polline di betulla. Le combinazioni però sono infinite, per cui è necessario confrontarsi con un allergologo.
La presenza di un’allergia alimentare è il sintomo di atopia, cioè la predisposizione genetica a sviluppare una sensibilizzazione o più sensibilizzazioni a sostanze che per il resto della popolazione sono innocue. È possibile quindi, che, chi soffre di allergia a pollini e ha sviluppato un’allergia crociata ad alcuni alimenti possa sviluppare anche ipersensibilità verso altre sostanze, come nichel, parabeni, profumi, conservanti, spesso contenuti nei prodotti cosmetici. Il paziente in genere manifesta dermatite da contatto, con rossore, prurito ed eczema.
I grandi cambiamenti cui è sottoposto il sistema immunitario nei primi 25 anni di vita, possono comportare anche variazioni nelle risposte agli allergeni. Un cambiamento che può caratterizzare anche periodi di variazione ormonale, come la gravidanza o la menopausa.
Non è al momento disponibile un trattamento immunoterapico specifico in caso di allergia alimentare. In caso di allergia crociata con i pollini però, lo specialista valuterà la possibilità di sottoporre il paziente ad “Ait allergen immunotherapy“, un trattamento che prevede la somministrazione di quantità crescenti dell’allergene inalante con preparati standardizzati.
Non sono disponibili al momento evidenze scientifiche che dimostrino l’effetto protettivo dei probiotici. Alcuni studi hanno però suggerito che svolgano un’azione sinergica con l’AIT o con il trattamento farmacologico, altri studi hanno mostrato risultati incoraggianti se vengono assunti durante la gravidanza per diminuire nel nascituro il rischio di sviluppare asma bronchiale.
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