E questo perché lo sviluppo proceda nella maniera più corretta. A dirlo sono i pediatri che a Caserta si sono riuniti per un corso organizzato dalla Sipps e dalla Federazione italiana medici pediatri.

(Pediatri, dieta veg inadeguata per la crescita e lo sviluppo dei bambini)

Già da subito il primo argomento è stato "Diete vegetariane in gravidanza e in età evolutiva". E ciò che subito si è dedotto è che, fin dai primi mesi di vita, la scelta migliore è quella che prevede per i bambini il consumo prevalente di alimenti vegetali e l'uso limitato di prodotti animali.

Sipps - Società italiana di pediatria preventiva e sociale, Fimp - Federazione italiana medici pediatri e la Società italiana di medicina perinatale hanno deciso insieme di approfondire attraverso un Position paper il problema dell'adeguatezza delle diete vegetariane relativamente alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo dei bambini.

«Anche in Italia, come nel resto del mondo - spiega Margherita Caroli, coordinatore del Position Paper - il numero delle persone che abbracciano stili alimentari diversi, fra cui quelli vegetariani, declinati nelle varie forme, è in aumento. In alcuni casi intere famiglie, a volte con conoscenze nutrizionali insufficienti, abbracciano nuovi modelli alimentari, intraprendendo un percorso che necessita peraltro di assunzioni calibrate dei diversi alimenti. I bambini quindi, soprattutto in questi casi, potrebbero venir esposti a stili alimentari non ideali per la loro crescita».

«Per un corretto sviluppo del bimbo - afferma Andrea Vania, professore di Nutrizione pediatrica all'Università La Sapienza di Roma - le diete latto-ovo-vegetariane e vegane sono inadeguate, soprattutto considerando l'ambito neurologico, psicologico e quello motorio».

«La centralità del bambino - conclude Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps - è da sempre l'obiettivo primario per le diverse componenti dell'universo pediatrico».