A fornire questi dati è una ricerca realizzata dall'Harvard T.H. Chan School of Public Health (Usa) pubblicata su Journal of the American College of Cardiology. Chi ha spiegato meglio questa tesi è Maddalena Lettino, del dipartimento cardiovascolare di Humanitas, in un articolo di approfondimento tratto da Humanitasalute e qui riportato integralmente.

(Frutta secca, cuore in salute)


«Sono dati scientifici che confermano l’indicazione delle linee guida alimentari sull’opportunità di inserire nella propria dieta la frutta secca per il benessere cardiovascolare», sottolinea Maddalena Lettino.
 
Lo studio sugli operatori sanitari
I ricercatori si sono concentrati sull’associazione tra il consumo totale di frutta secca e quello di particolari tipi come arachidi (anche in burro), noci, anacardi, e i maggiori eventi cardiovascolari ovvero infarto, ictus e malattia cardiovascolare dall’esito fatale.

I dati si riferivano a oltre 210mila professionisti nel campo della sanità, sia uomini che donne, arruolati in diversi studi (Nurses’ Health Study, Nurses’ Health Study II, Health Professionals Follow-up Study), non colpiti da tumori, malattie cardiache o ictus e seguiti per più di trent’anni. Periodicamente, grazie a dei questionari autosomministrati, venivano raccolte le informazioni sul loro stile di vita, dunque anche sull’alimentazione, e sulle condizioni di salute.