Con Image (International Meeting Advanced Gastroenterology Endoscopy), gli specialisti di enoscopia sono arrivati a nuovi importanti risultati. Questa tecnica, che permette di accedere all'organismo - in particolar modo all'apparato digerente - con semplici tubi flessibili attraverso gli orifizi naturali, pare utilizzando il calore possa trattare il diabete di tipo 2. Di questa novità si tratta in un articolo di Humanitasalute, qui riportato per intero, con il commento di Alessandro Recipi, responsabile di endoscopia digestiva di Humanitas e tra i direttori di Image: il suo commento è tratto da un'intervista a Cuore e denari su Radio 24.

Endoscopia per combattere il diabete Una miglior qualità di vita per i pazienti


La diffusione del diabete
«L’endoscopia è la tecnica non invasiva - spiega Recipi - che consente di accedere al nostro organismo, in particolare all’apparato digerente, attraverso un tubo flessibile (endoscopio) sfruttando gli orifizi naturali (retto e bocca). Nel corso di Image abbiamo presentato i risultati preliminari dello studio che riguarda la popolazione dei pazienti con diabete di tipo 2 (solo in Italia sono più di 3 milioni). Il diabete è diffusissimo nel mondo e la sua presenza di associa a complicanze anche importanti: lo scarso controllo della glicemia, per esempio, può ripercuotersi sull’apparato cardiovascolare e sulla funzionalità renale».

La nuova tecnica endoscopica
«La tecnica che stiamo sviluppando - dichiara Recepi - e che stiamo testando in un circuito di otto ospedali in Europa, prevede una sorta di ringiovanimento della mucosa duodenale. Il duodeno, la parte finale dello stomaco, regola la secrezione degli ormoni nel nostro metabolismo. I pazienti che sviluppano il diabete tendono ad avere una diversa differenziazione delle cellule di questo tratto; le cellule infatti invecchiano e non sono più abili come prima a rispondere all’introduzione del cibo. Quando mangiamo introduciamo calorie e il nostro organismo deve capire come utilizzarle e dove immagazzinare quelle in eccesso. Nel diabete di tipo 2 si ha un’alterazione profonda di questi meccanismi regolatori».

«Il duodeno - spiega lo specialista - è facilmente raggiungibile con l’endoscopio: utilizzando la termoablazione e dunque il calore, togliamo la parte superficiale delle cellule, ovvero quella malfunzionante, consentendo così alle cellule più giovani che stanno in profondità di risalire e di produrre ormoni e regolare il metabolismo. È come se ringiovanissimo la mucosa duodenale, un’operazione necessaria perché il mancato controllo del metabolismo è proprio legato al fatto che le cellule presenti nel duodeno non riescono più a fare il proprio lavoro».

I vantaggi per i pazienti
«Nei risultati della fase iniziale dello studio - conclude l'esperto - questa tecnica si è associata a un controllo della glicemia molto efficace per un periodo prolungato. Non abbiamo però ancora i risultati definitivi, ma è bene sottolineare che se alla fine lo studio dovesse dimostrare che il controllo della glicemia non è permanente ma dura solo alcuni anni, avremmo comunque un vantaggio per i pazienti che non sarebbero legati all’assunzione della terapia farmacologica, con una ripercussione positiva sulla qualità di vita. Il controllo efficace nell’immediato inoltre si associa a un grandissimo beneficio sul lungo termine in merito alle complicanze del diabete».