Dopo avere lanciato l'allarme sulla carne rossa, ora l'Organizzazione mondiale della sanità punta i riflettori sui possibili danni alla salute che potrebbe provocare il consumo di caffè. I risultati della ricerca effettuata da alcuni esperti dello Iarc di Lione, l’Agenzia internazionale per la Ricerca sul cancro, saranno diffusi nei primi mesi del 2016. Riportiamo di seguito, l'approfondimento in merito tratto per intero da Humanitasalute.it.



Nel 1991 caffè inserito fra sostanze possibilmente cancerogene
Ma di caffè, tè e mate (una bevanda calda molto diffusa in America Latina), lo Iarc si era già occupato negli anni ’90. È del 1991 infatti la prima valutazione del potere cancerogeno del caffè. Dopo aver valutato gli studi disponibili fino al 1990, gli esperti avevano concluso inserendo il caffè nel gruppo 2B che raccoglie le sostanze possibilmente cancerogene. Sono 288 e sono inserite in questa lista sulla base di “prove limitate” a supporto del loro potere cancerogeno.

In particolare, il consumo di caffè era stato associato al rischio di sviluppare il tumore alla vescica urinaria sulla base di “prove limitate”. Inoltre gli studi esaminati avevano suggerito un’assenza di correlazione con il tumore al seno e all’intestino crasso. Infine le prove che suggerivano un legame con il tumore al pancreas, alle ovaie e ad altri organi erano “inadeguate”. Meglio era andata al tè, inserito nel Gruppo 3, quello delle sostanze non classificabili in relazione alla sua cancerogenicità.

3 tazze di caffè al giorno riducono il rischio di tumore al fegato
Di caffè e salute si sono occupati tantissimi centri di ricerca e autorità di regolazione del settore. Pochi mesi fa l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare in un parere scientifico aveva fissato a 400 milligrammi la dose di caffeina che un adulto può assumere quotidianamente senza correre alcun rischio. 400 milligrammi di caffeina sono contenuti in 4-5 tazzine di espresso. Altre ricerche invece ne hanno evidenziato le proprietà protettive. Ad esempio, uno studio del 2013 pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology ha concluso dicendo che 3 tazze di caffè al giorno possono contribuire a ridurre del 50% il rischio di sviluppare il cancro al fegato.

In attesa della valutazione dell’Oms, cosa si può dire su caffè e rischio cancro? In una dieta sana ed equilibrata - intesa in chiave di prevenzione contro il cancro - può trovare spazio anche il consumo di caffè?
«Ricerche passate avevano rivelato che il caffè protegge dall’insorgenza di alcuni tumori quali al fegato, al colon e all’endometrio ma adesso è tutto da valutare. Sicuramente bisognerà stabilire la dose giornaliera consigliata di caffeina che è contenuta nel caffè ma anche nel tè, nella cioccolata e nella coca cola quindi 400 mg/die di caffeina si raggiungono facilmente. Comunque il rischio cancro dipende dalla tostatura del caffè e dalle alte temperature che possono produrre sostanze cancerogene e dagli ingredienti che si aggiungono alla miscela», risponde la dottoressa Monica Giuffrè, nutrizionista della chirurgia bariatrica dell’ospedale Humanitas.

Quali rischi per la salute possono derivare da un consumo eccessivo di caffè (quindi di caffeina) a breve e lungo termine?
«Il caffè - continua l'esperta - è la bevanda più bevuta nel mondo occidentale. Ha un ruolo importante nella vita sociale degli italiani e della popolazione mondiale. Ne esistono molteplici varietà per tutti i gusti: espresso, lungo, macchiato, decaffeinato, marocchino, corretto ecc. È bene rispettare le dosi consigliate cioè 3-4 tazze al giorno. La caffeina può avere effetti benefici sull’organismo umano come ad esempio facilitare la digestione oppure stimolare la sazietà».

«Ma l’abuso di caffè può causare problemi all’apparato digerente: stimolando la secrezione gastrica può peggiorare la sintomatologia nei pazienti che soffrono di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo. Inoltre troppa caffeina può portare all’insonnia ma anche all’ipertensione e alla tachicardia. Nelle persone che sono a dieta è vero che il caffè riduce la fame ma è pur vero che se viene consumato zuccherato o anche macchiato, le calorie aumentano senza che ce ne accorgiamo».