L'osteopatia e le cure tradizionali prevengono e curano il mal di schiena
Per il mal di schiena, che colpisce nel corso della vita 4 persone su 5, è necessario integrare le cure tradizionali all'osteopatia, un genere di medicina manuale in grado di migliorare la condizione del paziente
Il mal di schiena è un problema che prima o poi colpisce tutti quanti, e in svariati casi non si sa da dove provenga e cosa fare per attenuarlo o per liberarsene. Quella che tecnicamente è chiamata lombalgia colpisce 4 persone su 5 nel corso della vita e può essere identificata dal dolore alla base della colonna vertebrale.

In queste situazioni chi deve intervenire è l’osteopata, il quale può capirne l’origine e soprattutto la tipologia: può trattarsi infatti di lombalgia cronica oppure acuta ed improvvisa, di una aspecifica, causata da squilibri meccanici e posturali, o di una specifica, causata da patologie della colonna vertebrale. Riportiamo per intero l’intervista, tratta da Humanitasalute.it, a Laura Castagnetti, specialista in medicina fisica e riabilitativa in Humanitas.
“
Quali sono i principi su cui si basano le tecniche osteopatiche?
«L’osteopatia fa parte della medicina manuale, nel senso che utilizza le mani e la palpazione per individuare e curare le disfunzioni presenti a livello del sistema muscoloscheletrico e fasciale, oltre agli strumenti classici come l’anamnesi e gli esami diagnostici. L’osteopatia nella fattispecie utilizza tecniche di palpazione molto dolci, che agiscono a vari livelli a seconda dell’obiettivo che l’osteopata si prefigura. Ci sono tecniche articolari che agiscono sulle articolazioni per ridurre le restrizioni articolari e i disallineamenti, tecniche dirette sui tessuti molli, sui muscoli e sulla fascia muscolare, e tecniche rivolte ai visceri. L’obiettivo sarà incrementare lo stato di salute del paziente, agendo su eventuali problematiche che provocano stati dolorosi acuti e cronici».
Qual è il rapporto tra la medicina osteopatica e quella tradizionale?
«L’osteopatia in Italia non è ancora una disciplina riconosciuta come professione sanitaria, anche se si tratta di un trattamento manuale in cui servono sicuramente competenze mediche. In Humanitas stiamo seguendo un percorso in cui il paziente viene sempre e comunque valutato dal medico, per stabilire se c’è necessità di un eventuale trattamento. È il medico dunque che indirizza il paziente dall’osteopata. Inoltre c’è da chiarire che l’osteopatia, non è un’alternativa ai trattamenti tradizionali, semmai li completa. Il trattamento osteopatico è sempre integrato nel progetto riabilitativo individuale, quindi ad altre tipologie di rieducazione e terapie fisiche».
In che modo l’osteopata agisce sulla lombalgia?
«Esegue una prima valutazione per escludere che siano in atto patologie che richiedono un diverso trattamento, viene poi eseguita un’analisi posturale, di equilibrio, e una valutazione palpatoria dei tessuti. Ed è proprio quest’ultima che ci permette di capire quali sono i tessuti disfunzionanti e di valutare se oltre alla zona lombare sono presenti altri distretti coinvolti. L’obiettivo finale è quello di ricercare il benessere e diminuire l’uso dei farmaci antiinfiammatori assunti in maniera cronica».
Il trattamento osteopatico è sempre risolutivo?
«Dipende se il corpo ritrova l’equilibrio. In generale il trattamento osteopatico si propone un obiettivo diverso rispetto alla massoterapia; proprio per questo le tempistiche sono più dilatate poiché l’osteopata ha bisogno che il corpo abbia il tempo di trovare l’equilibrio».
Con l'aiuto dell'osteopata si può prevenire il mal di schiena?
«Sì, ma non tutti i pazienti sono uguali. Il periodo migliore è quando ovviamente non c’è il dolore acuto, momento in cui il paziente può assumere delle posizioni non corrette».
”

In queste situazioni chi deve intervenire è l’osteopata, il quale può capirne l’origine e soprattutto la tipologia: può trattarsi infatti di lombalgia cronica oppure acuta ed improvvisa, di una aspecifica, causata da squilibri meccanici e posturali, o di una specifica, causata da patologie della colonna vertebrale. Riportiamo per intero l’intervista, tratta da Humanitasalute.it, a Laura Castagnetti, specialista in medicina fisica e riabilitativa in Humanitas.
“
Quali sono i principi su cui si basano le tecniche osteopatiche?
«L’osteopatia fa parte della medicina manuale, nel senso che utilizza le mani e la palpazione per individuare e curare le disfunzioni presenti a livello del sistema muscoloscheletrico e fasciale, oltre agli strumenti classici come l’anamnesi e gli esami diagnostici. L’osteopatia nella fattispecie utilizza tecniche di palpazione molto dolci, che agiscono a vari livelli a seconda dell’obiettivo che l’osteopata si prefigura. Ci sono tecniche articolari che agiscono sulle articolazioni per ridurre le restrizioni articolari e i disallineamenti, tecniche dirette sui tessuti molli, sui muscoli e sulla fascia muscolare, e tecniche rivolte ai visceri. L’obiettivo sarà incrementare lo stato di salute del paziente, agendo su eventuali problematiche che provocano stati dolorosi acuti e cronici».
Qual è il rapporto tra la medicina osteopatica e quella tradizionale?
«L’osteopatia in Italia non è ancora una disciplina riconosciuta come professione sanitaria, anche se si tratta di un trattamento manuale in cui servono sicuramente competenze mediche. In Humanitas stiamo seguendo un percorso in cui il paziente viene sempre e comunque valutato dal medico, per stabilire se c’è necessità di un eventuale trattamento. È il medico dunque che indirizza il paziente dall’osteopata. Inoltre c’è da chiarire che l’osteopatia, non è un’alternativa ai trattamenti tradizionali, semmai li completa. Il trattamento osteopatico è sempre integrato nel progetto riabilitativo individuale, quindi ad altre tipologie di rieducazione e terapie fisiche».
In che modo l’osteopata agisce sulla lombalgia?
«Esegue una prima valutazione per escludere che siano in atto patologie che richiedono un diverso trattamento, viene poi eseguita un’analisi posturale, di equilibrio, e una valutazione palpatoria dei tessuti. Ed è proprio quest’ultima che ci permette di capire quali sono i tessuti disfunzionanti e di valutare se oltre alla zona lombare sono presenti altri distretti coinvolti. L’obiettivo finale è quello di ricercare il benessere e diminuire l’uso dei farmaci antiinfiammatori assunti in maniera cronica».
Il trattamento osteopatico è sempre risolutivo?
«Dipende se il corpo ritrova l’equilibrio. In generale il trattamento osteopatico si propone un obiettivo diverso rispetto alla massoterapia; proprio per questo le tempistiche sono più dilatate poiché l’osteopata ha bisogno che il corpo abbia il tempo di trovare l’equilibrio».
Con l'aiuto dell'osteopata si può prevenire il mal di schiena?
«Sì, ma non tutti i pazienti sono uguali. Il periodo migliore è quando ovviamente non c’è il dolore acuto, momento in cui il paziente può assumere delle posizioni non corrette».
”

