Dall'America la crema solare da bere. Attenzione! Nessuna base scientifica...
Una società americana avrebbe inventato un integratore liquido che, se bevuto prima di esporsi al sole, aiuterebbe a proteggere la pelle dai raggi Uv, grazie ad uno schermo pari al 97%. Gli esperti però sono scettici
L’idea arriva da una società americana, che ha pensato di proporre un’alternativa alle classiche creme protettive di cui facciamo uso prima di esporci al sole; si tratta di una soluzione acquosa, che funzionerebbe come un integratore, necessario a far ottenere uno schermo protettivo dai raggi Uv, pari al 97%.

Riportiamo il parere di Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’università di Milano.
“
La notizia ha già messo a rumore il mondo dermatologico. Sulla stampa medica, e non solo, sono piovuti centinaia di commenti negativi. Il concetto di acqua armonizzata non ha alcuna base scientifica e tanto meno il fatto che essa possa dare una minima protezione nei confronti dei raggi solari.
La “crema” solare da bere, dal punto di vista commerciale, può sembrare una bella trovata ma occorre ricordare che potrebbe fare molti danni se la gente, credendo di essere protetta, si dovesse esporre al sole per tempi prolungati. Del resto a riprova dell’inconsistenza del prodotto come proteggente solare, la stessa casa produttrice consiglia di applicare una crema se ci si espone tra le 12.00 e le 15.00.
Queste trovate commerciali alla vigilia dell’estate, quando si intensificano gli sforzi dei dermatologi per mettere in allerta i pazienti contro idanni solari, possono vanificare la prevenzione dei tumori cutanei che è bene ricordare sono i tumori più frequenti per l’uomo.
”

Riportiamo il parere di Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’università di Milano.
“
La notizia ha già messo a rumore il mondo dermatologico. Sulla stampa medica, e non solo, sono piovuti centinaia di commenti negativi. Il concetto di acqua armonizzata non ha alcuna base scientifica e tanto meno il fatto che essa possa dare una minima protezione nei confronti dei raggi solari.
La “crema” solare da bere, dal punto di vista commerciale, può sembrare una bella trovata ma occorre ricordare che potrebbe fare molti danni se la gente, credendo di essere protetta, si dovesse esporre al sole per tempi prolungati. Del resto a riprova dell’inconsistenza del prodotto come proteggente solare, la stessa casa produttrice consiglia di applicare una crema se ci si espone tra le 12.00 e le 15.00.
Queste trovate commerciali alla vigilia dell’estate, quando si intensificano gli sforzi dei dermatologi per mettere in allerta i pazienti contro idanni solari, possono vanificare la prevenzione dei tumori cutanei che è bene ricordare sono i tumori più frequenti per l’uomo.
”

