Il bacio, si parla di quello alla francese: una delle espressioni che meglio simboleggia lo scambio d'amore tra due innamorati, un gesto che appartiene alla nostra storia da millenni se non più, da quello più frivolo per gioco a quello tanto agognato dai poeti. Questo bacio, portatore di una profondità e di una passione uniche, ha però anche un altro lato della medaglia: in un tale scambio d'affetto, non è solo l'amore ad essere scambiato tra due persone, quanto anche milioni e milioni di batteri.



Certamente il bacio rimane del tutto innocuo, ma non si può trascurare come la condivisione che si esprime tramite questo gesto non sia solo d'amore, quanto anche di intere colonie di microrganismi. Ecco infatti come è stato scoperto questo fatto e quale è il parere a riguardo dell'immunologo Carlo Selmi, il tutto riportato in Humanitasalute.it.


A svelare che cosa accade durante l’effusione più romantica e appassionata è uno studio olandese che è riuscito a contare i batteri che saltano da lingua a lingua: 80 milioni e 700 ceppi diversi. Tanti sono i microrganismi che lo studio della Netherlands organisation for applied scientific research pubblicato su Microbiome ha permesso di individuare come “dono” supplementare del bacio più profondo, quello alla francese.

Niente paura, però. Si tratta di un dono generalmente innocuo. «Anzi - spiega il professor Carlo Selmi, immunologo e responsabile di Reumatologia e Immunologia Clinica in Humanitas - se il bacio fa parte del nostro set di comportamenti sociali dalla notte dei tempi, sicuramente deve esserci qualche segreto evolutivo in questo gesto che potrebbe avere nello scambio di batteri una sua spiegazione».

Spiegazione che la scienza non è ancora in grado di dare. «Eppure un altro dato sembra confermare l’importanza di questo fattore - continua lo specialista - e vale a dire il fatto che il 90% delle specie viventi si scambia baci e batteri oltre alle alterazioni della flora batterica intestinale e cutanea che caratterizzano malattie infiammatorie dell'intestino e della cute».

Siamo fatti di batteri
L’esperimento è stato condotto in due fasi. Nella seconda alle 21 coppie partecipanti è stato distribuito un probiotico. Questo ha permesso di effettuare una conta ancora più attendibile dopo i 10 secondi di bacio e soprattutto di accertare l’identità delle specie batteriche orali successivamente al bacio. Quasi si trattasse di un processo di omologazione biologica, in cui i batteri giocano un ruolo fondamentale.

«Basti pensare - continua il dottor Selmi - che ciascuno di noi possiede più batteri che cellule e si tratta di colonie affollatissime in continuo mutamento, soprattutto in quelle che sono le porte di accesso verso l’esterno: bocca e tratto gastrointestinale in particolare».

L’idea non scientifica di pensare ai batteri come qualcosa di pericoloso andrebbe, quindi, modificata. «Fortunatamente la ricerca scientifica sta mettendo sempre più in evidenza il rapporto complesso e ancora tutto da decifrare tra i batteri che convivono con noi e le patologie, mostrando che gli squilibri possono essere dannosi e di rilievo anche per l’insorgere di patologie autoimmuni, ma che soprattutto un eccesso di igiene rappresenta un fattore che espone l’organismo, pensiamo alla pelle, a danni piuttosto che a maggiore protezione».