Il clima autunnale è l’ideale per raccogliere i funghi, che diventano tra gli ingredienti protagonisti delle ricette di questo periodo. Gli appassionato che si avventurano nei boschi alla ricerca di funghi sono sempre di più, e questo è un dato senza dubbio positivo; bisogna però essere cauti nel consumo, in quanto molte intossicazioni alimentari sono causate da questo alimento, di cui non sempre è accertata la commestibilità.

Le regole del ministero della Salute sono chiare:
  1. Non consumare funghi non controllati da un vero micologo. Ci si può rivolgere alle Asl, il servizio è gratuito.
  2. Consumarne quantità moderate.
  3. Non somministrarne ai bambini.
  4. Non ingerirne in gravidanza.
  5. Consumare solo in perfetto stato di conservazione.
  6. Consumare i funghi ben cotti e masticare correttamente.
  7. Sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro sei mesi.
  8. Non consumare funghi raccolti lungo le strade, vicino a centri industriali e coltivati (pesticidi).
  9. Non regalare i funghi raccolti, se non controllati da un micologo professionista.
  10. Nei funghi sottolio si può sviluppare la tossina botulinica.

Per capire come comportarsi nel caso in cui si siano mangiati funghi non commestibili, o cucinati nel modo sbagliato, riportiamo un’intervista di Humanitasalute.it a Stefano Ottolini, aiuto in medicina d'urgenza e medico di pronto soccorso in Humanitas.

Con quali sintomi si manifesta l’intossicazione da funghi?
Tra i sintomi più comuni, derivanti da un’intossicazione da funghi, rientrano: mal di testa, forti dolori addominali, nausea spesso accompagnata da vomito, diarrea ed eccessiva sudorazione. In caso di intossicazione da funghi, possono manifestarsi due quadri clinici differenti: sindromi a breve incubazione, con un tempo di latenza inferiore in genere alle sei ore e che rappresentano i casi meno gravi e a prognosi in genere del tutto favorevole e sindromi a lunga incubazione, che insorgono di norma dopo sei/dodici ore e non raramente anche dopo qualche giorno dall’ingestione. Queste ultime, sono le più pericolose per l’organismo poiché potrebbero creare danni anche irreversibili a organi quali fegato e rene.

Come comportarsi in caso di consumo di funghi non commestibili?
In primo luogo, è bene mantenere la calma e non farsi prendere dal panico (più facile a dirsi che a farsi). Sin dalla comparsa dei primi sintomi, è consigliabile recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino. Fornire ai medici soccorritori informazioni chiare e precise: tipo di fungo ingerito e quantità; tempo intercorso tra l’ingestione del fungo e la comparsa dei primi sintomi; bevanda assunta subito dopo dal soggetto. Se possibile, sarebbe opportuno portare con sé un campione del fungo potenzialmente velenoso, anche se cotto, oppure i residui gettati in pattume durante l’operazione di pulitura.

E che cosa, invece, non bisogna assolutamente fare?
Nel caso in cui, in seguito all’ingestione di funghi, si verificasse la comparsa di sintomi riconducibili a una possibile intossicazione, ci sono anche delle cose da non fare:
  • evitare di bere bevande alcoliche; ma evitare di bere anche latte.
  • non assumere farmaci (compresi quelli contro la diarrea, nel caso fosse presente, poiché si andrebbe a bloccare un meccanismo naturale di eliminazione delle tossine).
  • non affidarsi a metodi casalinghi e terapie “fai da te”.