Se l’abbronzatura diventa un'ossessione. Italiani a rischio tanoressia
Il fenomeno è simile a quello degli anoressici. Chi è colpito dalla "mania" della tanoressia invece non si vede mai "colorito" e arriva a dipendere patologicamente dall'abbronzatura. L'identikit del tanoressico secondo gli esperti, è donna, magra, di età tra i 16 e i 40 anni e risiede al nord
Oltre all'anoressia, si sta purtroppo anche diffondendo un'altra malattia: la tanoressia, neologismo coniato per indicare l'ossessione per l'abbronzatura. Un 'fenomeno” in aumento nonostante gli allarmi costanti e gravi dei dermatologi. Riportiamo da www.humanitasalute.it.
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Neri a tutti i costi, fino a far diventare la tintarella una vera e propria ossessione. Gli esperti la definiscono "tanoressia", neologismo che mette insieme "tan" (abbronzatura) e anoressia, e indica un disturbo dovuto all'errata percezione del proprio corpo.
Il fenomeno è simile a quello degli anoressici, che non si vedono mai abbastanza magri. Chi è colpito dalla "mania" della tanoressia invece non si vede mai "colorito" e arriva a dipendere patologicamente dall'abbronzatura. Ore e ore d'estate sotto il sole, d'inverno nei solarium. L'identikit della persona che ha fatto dell'abbronzatura una 'malattia”, sempre secondo gli esperti, è donna, magra, di età tra i 16 e i 40 anni e risiede al nord.
La tanoressia sembra essere tutt'altro che in calo, nonostante gli allarmi dei dermatologi. Inutile dire, infatti, che i tanoressici sono più esposti ai rischi derivanti da un'eccessiva esposizione solare, come la formazione di nei, rughe, ustioni e invecchiamento cutaneo, melanomi. Ma questo, purtroppo, al tanoressico poco importa: per lui, l'esposizione continua al sole diminuisce l'ansia, migliorando l'umore.
«In Italia la tanoressia - spiega Marcello Monti, responsabile di Dermatologia di Humanitas di Rozzano (Mi) e docente dell'Università degli Studi di Milano - ha connotazioni particolari. è diffusa per lo più nel mondo delle palestre e in quello 'glamour” della televisione o della moda. Nelle palestre il culturista è praticamente obbligato ad essere sempre abbronzato per mettere in risalto i muscoli, e purtroppo qualche volta assume anabolizzanti che diminuiscono le difese cutanee ai Raggi Ultravioletti: la conseguenza è che spesso vengono da noi dermatologi giovani che non hanno ancora 30 anni e presentano già uno o più tumori della pelle. Nel mondo della tv o della moda il tanoressico è colui che crede di perdere la propria immagine se non è sempre abbronzato. In questo caso, oltre al danno personale, il 'sempre abbronzato” diffonde un cattivo esempio attraverso i media. Forse è bene ricordare che le modelle invece, che tengono molto a non invecchiare la propria pelle, non si espongono mai al sole e tanto meno alle lampade. Se proprio devono apparire abbronzate per esigenze di lavoro usano gli autoabbroonzanti. Negli Stati Uniti l'associazione dei Dermatologi è ancor più preoccupata perché il concetto 'scuro è bello” generato dall'immagine del presidente Barak Obama si sta diffondendo soprattutto tra i giovani. La tanoressia come tutte le dipendenze è difficile da curare e il dermatologo, se lasciato solo, potrà fare troppo poco per arginare questa nuova piaga».
A cura della Redazione di www.humanitasalute.it
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Neri a tutti i costi, fino a far diventare la tintarella una vera e propria ossessione. Gli esperti la definiscono "tanoressia", neologismo che mette insieme "tan" (abbronzatura) e anoressia, e indica un disturbo dovuto all'errata percezione del proprio corpo.
Il fenomeno è simile a quello degli anoressici, che non si vedono mai abbastanza magri. Chi è colpito dalla "mania" della tanoressia invece non si vede mai "colorito" e arriva a dipendere patologicamente dall'abbronzatura. Ore e ore d'estate sotto il sole, d'inverno nei solarium. L'identikit della persona che ha fatto dell'abbronzatura una 'malattia”, sempre secondo gli esperti, è donna, magra, di età tra i 16 e i 40 anni e risiede al nord.La tanoressia sembra essere tutt'altro che in calo, nonostante gli allarmi dei dermatologi. Inutile dire, infatti, che i tanoressici sono più esposti ai rischi derivanti da un'eccessiva esposizione solare, come la formazione di nei, rughe, ustioni e invecchiamento cutaneo, melanomi. Ma questo, purtroppo, al tanoressico poco importa: per lui, l'esposizione continua al sole diminuisce l'ansia, migliorando l'umore.
«In Italia la tanoressia - spiega Marcello Monti, responsabile di Dermatologia di Humanitas di Rozzano (Mi) e docente dell'Università degli Studi di Milano - ha connotazioni particolari. è diffusa per lo più nel mondo delle palestre e in quello 'glamour” della televisione o della moda. Nelle palestre il culturista è praticamente obbligato ad essere sempre abbronzato per mettere in risalto i muscoli, e purtroppo qualche volta assume anabolizzanti che diminuiscono le difese cutanee ai Raggi Ultravioletti: la conseguenza è che spesso vengono da noi dermatologi giovani che non hanno ancora 30 anni e presentano già uno o più tumori della pelle. Nel mondo della tv o della moda il tanoressico è colui che crede di perdere la propria immagine se non è sempre abbronzato. In questo caso, oltre al danno personale, il 'sempre abbronzato” diffonde un cattivo esempio attraverso i media. Forse è bene ricordare che le modelle invece, che tengono molto a non invecchiare la propria pelle, non si espongono mai al sole e tanto meno alle lampade. Se proprio devono apparire abbronzate per esigenze di lavoro usano gli autoabbroonzanti. Negli Stati Uniti l'associazione dei Dermatologi è ancor più preoccupata perché il concetto 'scuro è bello” generato dall'immagine del presidente Barak Obama si sta diffondendo soprattutto tra i giovani. La tanoressia come tutte le dipendenze è difficile da curare e il dermatologo, se lasciato solo, potrà fare troppo poco per arginare questa nuova piaga».
A cura della Redazione di www.humanitasalute.it
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