L'alimentazione del paziente oncologico è stato il principale argomento del congresso nazionale di Cipomo (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri), che si è tenuto a Cosenza nel mese di maggio. Riportiamo l'intervista di Humanitas salute a Daniela Lucini, responsabile della Sezione di medicina dell'esercizio e patologie funzionali nell'ambito del dipartimento di riabilitazione e recupero funzionale del dottor Stefano Respizzi.

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I pazienti oncologici non sembrano, mediamente, molto sensibili all'opportunità di modificare le proprie abitudini in termini di dieta, preferendo l'assunzione di integratori alimentari: questo è quanto è emerso dai lavori del congresso di Cosenza, che ha riunito molti dei primari di oncologia che lavorano negli ospedali italiani.

Una dieta variata ha lo stesso effetto se si persegue tramite gli integratori? Quanto è importante l'alimentazione per chi è o è stato malato di cancro? Quanto influisce sulla possibilità di secondi tumori o ricadute? Ecco cosa ne pensa la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di medicina dell'esercizio e patologie funzionali nell'ambito del dipartimento di riabilitazione e recupero funzionale del dottor Stefano Respizzi.

Professoressa Lucini, cosa pensa di quanto emerso nel corso del congresso?
Sono d'accordo. Tutti noi associamo i tumori al tabagismo o all'inquinamento: raramente pensiamo che tutto quello che mangiamo viene digerito e metabolizzato dal nostro organismo. In questo senso, lavorare sull'alimentazione è uno strumento di prevenzione molto importante: mangiare in maniera corretta ed equilibrata e abituarsi a consumare cibi sani non ha un impatto solamente sul sistema cardiocircolatorio o sull'aspetto estetico. I pazienti oncologici si rendono poco conto di quanto, per esempio, avvicinarsi al proprio peso forma li aiuterebbe a ridurre il rischio di sviluppare un secondo tumore o una recidiva.

Anche la qualità di quello che si mangia ha una grande importanza. Credo invece molto poco all'efficacia degli integratori alimentari, che avrebbero la funzione di far assumere quantità maggiori di sostanze in grado di ridurre la probabilità di sviluppare malattia neoplastica (cosa diversa è invece assumere integratori/alimenti dietetici quando la persona non è in grado di alimentarsi autonomamente in modo sufficiente): le linee guida internazionali su alimentazione e stile di vita non mostrano dati scientificamente rilevanti in merito ai benefici della regolare assunzione di particolari integratori. A mio parere, dovrebbero essere utilizzati con meno leggerezza, solo in caso di reale necessità. Ancora peggio, l'uso di integratori talvolta serve ai pazienti come 'alibi” per continuare nelle loro abitudini sbagliate, 'tanto l'integratore sistema le cose”, una mentalità che conduce a comportamenti deleteri. Il sovrappeso e l'obesità, oltre che sovraccaricare il sistema cardiovascolare, sono importanti fattori di rischio per molti tipi di tumore (mammella, esofago, stomaco, intestino, colon, retto e fegato, solo per citarne alcuni).

Dato assolutamente importante da ricordare è che l'alimentazione è strettamente legata alla malattia neoplastica non tanto perché la mancanza di alcune particolari sostanze, introducibili nel nostro organismo con la dieta, possano aumentare il rischio di sviluppare il cancro o di peggiorarne la prognosi, ma in quanto il sovrappeso derivante da un'alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio per neoplasia. Inoltre è interessante il possibile legame tra alimentazione e alterazione di alcuni meccanismi immunologici. è inutile girarci intorno: la salute deriva molto spesso da quello che mangiamo.

Ognuno di noi ha esigenze alimentari differenti, ma esistono indicazioni che possano valere per tutti?
In generale, a meno che non sia sotto il proprio peso forma, una persona adulta dovrebbe basare la propria dieta su un'alimentazione ricca di frutta (con eccezione di quei frutti particolarmente ricchi di zuccheri come banane, fichi, cachi, ecc), verdura, proteine magre (carni bianche e pesce), carboidrati in giusta quantità e specie se integrali, evitando carboidrati come zuccheri raffinati (contenuti specie nei dolci) e limitando molto carboidrati come pane, pasta, focacce, pizze, ecc. Formaggi e salumi sono invece da limitare. Un'alimentazione equilibrata contiene tutte le vitamine e sali minerali necessari. Ovviamente, quanto detto sopra va adattato alla singola persona, alle sue caratteristiche cliniche, ai suoi consumi energetici, ai suoi gusti ed al suo stile di vita.

Queste indicazioni possono sembrare banali e vengono ripetute molto spesso ma, nella pratica, non è facile trasformarle in abitudini quotidiane. La cosa più importante, quindi, è imparare a programmare le proprie abitudini alimentari, conoscere 'pregi e difetti” di quello che stiamo per mangiare ed imparare a cucinare in modo appetitoso senza l'ausilio di grassi come condimenti: preferire le pietanze cotte alla piastra (facendo attenzione a non bruciarle, sarebbe anche peggio!) o al vapore, o ancora utilizzando pentole antiaderenti, possibilmente aggiungendo l'olio d'oliva a crudo e senza eccedere con il sale. Mangiare bene è un'abitudine che va coltivata con costanza e ci premia con il tempo, conferendoci una salute ed una forma fisica migliori. Ricordiamoci che è possibile mangiare in modo appetitoso e che dia senso di sazietà anche con un'alimentazione sana.

Occorre quindi trovare un equilibrio tra indicazioni cliniche ed esigenze della persona e solo una buona collaborazione tra medico e paziente può condurre a questo. Non dimentichiamo poi che l'aggiunta di una corretta quantità di attività fisica non va mai dimenticata. Questo non significa trasformare tutti in assidui frequentatori delle palestre, ma fare in modo che ogni persona riduca il tempo dedicato ad azioni sedentarie (stare seduti) ed aumenti quello dedicato al movimento (fare le scale a piedi, camminare a passo veloce, ecc).

Per quanto riguarda infine il consumo di alcoolici, bere in maniera responsabile (non più di un bicchiere di vino al giorno), fatta eccezione per chi è in sovrappeso, non è certamente dannoso. Il problema è la qualità e la quantità di quello che si beve: un consumo eccessivo d'alcool, ancor più se combinato con il fumo, è il principale fattore di rischio per i tumori del cavo orale, dell'esofago e del fegato. Che il tabagismo sia un grave problema e che sia necessario smettere di fumare è un concetto che ha ormai raggiunto la maggior parte delle persone; a mio avviso, è arrivato il momento nel quale si cominci a sensibilizzare il pubblico in merito al fatto che mangiare alimenti sani, inquadrati in una dieta equilibrata, e fare attività fisica, ha almeno la medesima importanza.

Fonte: www.cancercenter.it