Gli esperti della Società italiana di Infettivologia pediatrica (Sitip) hanno osservato che con l'arrivo dell'estate aumentano i rischi di infezioni alimentari in particolare nei bambini. A creare qualche problema sono soprattutto prodotti artigianali e fatti in casa, come miele o conserve di frutta.
A scatenare questi fenomeno sono soprattutto le abitudini tipiche della stasgione, ovvero picnic estivi, pranzi in spiaggia, panini nello zaino per l'escursione della giornata. Con il caldo tutti i cibi diventano infatti più "delicati" e deperibili.

I bambini, in particolare i piccoli con meno di sei anni, sono più a rischio degli adulti perché le loro difese immunitarie non sono del tutto mature: per loro incontrare batteri o virus presenti nei cibi può essere pericoloso e scatenare un'infezione che, per fortuna, quasi sempre si risolve senza gravi complicazioni.

Per non rovinarsi le vacanze, però, meglio sapere quali sono le fonti più comuni di 'brutti incontri”.
«Va detto che contrariamente a quanto si potrebbe pensare la presenza di microrganismi pericolosi non è sempre evidente: un cibo contaminato può anche mantenere le stesse caratteristiche in termini di odore, colore, sapore», ha detto Susanna Esposito, presidente Sitip. «Consumare un alimento solo perché ha un bell'aspetto non è insomma garanzia di cibo sano, né basta a evitare il rischio di infezioni. Per ridurre la probabilità di infezioni occorre adottare una serie di comportamenti corretti e prudenti nella vita di tutti i giorni».

Alcune regole anti-infezione
Regola numero uno, lavare bene le mani prima di manipolare qualsiasi alimento: una delle fonti più usuali di 'contagio” dei cibi è proprio la sporcizia delle mani di chi li prepara o il contatto con superfici di lavoro, contenitori e utensili non puliti. Occorre inoltre cuocere bene i cibi, in modo che anche le parti interne raggiungano una temperatura di 70 gradi, e consumarli subito dopo la cottura, senza farli freddare per poi riscaldarli (una precauzione che purtroppo in qualche ristorante non è seguita alla lettera).

Se a casa viene cotto qualcosa e non lo si consuma immediatamente, occorre conservarlo in frigorifero o, se si prevede di non mangiarlo prima di un lungo periodo, surgelarlo; quando si riscaldano cibi già cotti, bisogna farlo rapidamente e ad alte temperature.

Quindi, è buona norma soprattutto in questo periodo scegliere alimenti che abbiano subito trattamenti idonei a renderli innocui, come il latte pastorizzato o trattato ad alte temperature, e quando si è in viaggio bere sempre acqua di bottiglia, assicurandosi che il tappo sia chiuso ermeticamente prima dell'apertura.

Quali sono e come si manifestano le infezioni
Attenzione ai prodotti fatti in casa e agli alimenti acquistati al bar o a un chiosco all'aperto, perché insetti, roditori e altri animali potrebbero contaminare i prodotti ed è perciò opportuno assicurarsi che i cibi non siano esposti a questo rischio. Per fortuna in genere le infezioni alimentari, anche quelle più comuni in estate, sono leggere e si risolvono senza complicanze; è il caso per esempio dell'infezione da stafilococco, una delle più diffuse, che di solito ha un'incubazione breve, di poche ore, ma che si risolve altrettanto brevemente entro 24-48 ore. Il sintomo principale è la diarrea come nel caso dell'altra infezione tipica dei bambini, quella da rotavirus: in questo caso però diarrea, dolore e vomito si manifestano dopo 5-6 giorni dal contatto con il virus e persistono per 3-7 giorni.

Secondo gli esperti, in entrambi i casi non servono farmaci specifici, perché eliminare i liquidi attraverso la diarrea è il modo con cui l'organismo si libera dell'agente infettante. L'importante è idratare il bambino reintegrando i liquidi e i sali minerali persi, soprattutto quando diarrea e vomito sono frequenti e abbondanti.

L'infezione di cui si deve avere invece molta, molta paura è il botulismo: si manifesta con difficoltà di vista e di parola, secchezza della bocca, debolezza muscolare e se non si interviene può dare paralisi progressiva, difficoltà respiratorie e portare perfino alla morte. è provocato dalla tossina botulinica prodotta da Clostridium botulinum, un batterio che si può trovare soprattutto nei prodotti inscatolati o conservati di produzione domestica: attenzione quindi che i barattoli di verdure sott'olio, conserve di frutta fatte in casa e miele siano stati preparati in modo corretto e con tutte le precauzioni igieniche del caso, dalla bollitura per sterilizzare le salse all'uso di contenitori in vetro con capsula di sicurezza, che aiutano a capire se all'interno si è formato gas indicativo della presenza della tossina.