La dieta per gli esami? Ferro e zinco alleati delle studentesse
Il rendimento scolastico dipende anche da quello che si mangia: il ferro e lo zinco contenuti negli alimenti influiscono sulle performance scolastiche, e ciò vale in particolare per le ragazze. A confermarlo è uno studio del Servizio di Fisiopatologia metabolico-nutrizionale di Montescano (Pv)
L'assunzione di ferro è significativamente associata a buoni voti in matematica, scritta e orale, e in italiano scritto; lo zinco invece influisce sui risultati in matematica ma non in italiano. è quanto ha confermato uno studio condotto da Roberto Aquilani, responsabile del Servizio di fisiopatologia metabolico-nutrizionale dell'Istituto scientifico di Montescano (Pv) dell'Irccs Fondazione Maugeri, pubblicato sulla rivista Current Topics in Nutraceutical Research nel 2011, col quale si è voluto indagare il ruolo dei nutrienti ferro e zinco sul rendimento scolastico delle ragazze adolescenti. Mantenere una media scolastica superiore al 6 in tutte le materie, memoria, attenzione, capacità di ragionamento e ideazione, infatti, per molti studenti è semplice, ma a molti altri costa fatica e il risultato non sempre dipende dalla naturale predisposizione o dalla volontà e l'impegno.«L'impatto negativo dell'insufficienza alimentare sulla capacità di apprendimento dei bambini - afferma Roberto Aquilani, responsabile del Servizio di fisiopatologia metabolico-nutrizionale della Fondazione Maugeri - è ampiamente documentato, come è stato anche dimostrato che la carenza di ferro è sfavorevole al rendimento scolastico, mentre l'integrazione di ferro nella dieta carente del nutriente migliora le performance. Con lo studio realizzato in collaborazione con gli insegnanti della scuola 'L.G. Faravelli” di Stradella (Pv), abbiamo voluto indagare, nello specifico, gli effetti di ferro e zinco assunti con la normale alimentazione nell'apprendimento scolastico delle ragazze in età adolescenziale, che notoriamente soffrono della mancanza o carenza di questi elementi, in particolare del ferro, in parte perché ne assumono meno rispetto ai maschi, in parte perché a questa età ne perdono in quantità maggiore per via dei cicli mestruali».
Sono state quindi arruolate quaranta studentesse di età media 14 anni ed è stato chiesto loro di tenere un diario alimentare per sette giorni al termine del primo quadrimestre dell'attività scolastica. L'assunzione dei nutrienti è stata determinata analizzando i diari, mentre le performance scolastiche sono emerse dalle valutazioni del primo quadrimestre. In particolare, sono stati osservati i voti in due materie: matematica, scritta e orale, e italiano scritto. Sono stati quindi incrociati i voti ottenuti dalle studentesse, nelle materie selezionate, con i nutrienti assunti; il gruppo di studio ha inoltre analizzato le differenze nell'assunzione dei nutrienti e le variabili antropometriche delle studentesse divise in due gruppi: coloro che avevano ottenuto la sufficienza (voto uguale o superiore a 6/10) e quelle invece con prestazioni scolastiche insufficienti (voto inferiore a 6/10). «I dati raccolti hanno evidenziato che l'assunzione di ferro con l'alimentazione abituale è significativamente associata a buoni voti in matematica, scritta e orale, e in italiano scritto - continua Aquilani - lo zinco invece influisce sui risultati in matematica ma non in italiano. Pur rilevando che le quantità di ferro e zinco assunte dalle studentesse di entrambi i gruppi sono inferiori alle dosi giornaliere consigliate per un'alimentazione sana ed equilibrata, i dati mostrano come laddove c'è maggiore assunzione dei due nutrienti si raggiungono risultati scolastici più soddisfacenti. Si nota inoltre che tutti i nutrienti assunti dalle ragazze, ad eccezione di ferro e zinco, hanno valori simili sia nelle studentesse con buoni voti sia in quelle con voti insufficienti; l'assunzione di ferro e di zinco è invece significativamente maggiore nel gruppo di ragazze che ha i risultati migliori. Questo enfatizza la rilevanza delle conclusioni: che ferro e zinco influiscono in modo considerevole sull'apprendimento e il rendimento scolastico. Il rapporto appare ancora più forte quando i due micronutrienti vengono considerati insieme. è interessante sottolineare che non sono stati somministrati integratori di ferro e zinco nella dieta delle studentesse prese in esame e che la valutazione del rendimento si è basata sui risultati ottenuti all'interno dei programmi scolastici, non da test di valutazione specifici. Questo fa pensare a una lunga durata dell'azione di ferro e zinco, se assunti regolarmente in modo da garantire al cervello un apporto costante».

