Pasqua in forma e in salute Sì al pranzo, ma la sera insalata
Secondo il nutrizionista Giorgio Calabrese a Pasqua è giusto concedersi il pranzo della festa con antipasti magari con verdure alla griglia e olio d'oliva, affettati e pochi formaggi, poi il primo della tradizione regionale e per secondo agnello o capretto. Per dolce meglio cioccolato che colomba
è Pasqua, giusto concedersi qualche "sgarro" alimentare a pranzo, a patto che sia ponderato (e rigorosamente nell'ambito della dieta mediterranea) e soprattutto che a cena ci si astenga, limitandosi a una bella insalata "depurativa". Sono i consigli del nutrizionista Giorgio Calabrese (nella foto), Personaggio dell'anno 2009 secondo il sondaggio di Italia a Tavola, docente di Alimentazione e nutrizione umana all'Università Cattolica di Piacenza.

Anzitutto, precisa Calabrese, «distinguiamo: Pasqua non è Natale. Non ci sono i giorni di vigilia, il cenone, i bagordi che precedono il 25 dicembre. Anzi, prima di Pasqua in teoria si mangia di magro. Quindi si arriva al pranzo pasquale più freschi».
E ci si può concedere il tradizionale pranzo: «Antipasti magari con verdure alla griglia e del buon olio d'oliva, affettati e (pochi) formaggi, poi il primo della tradizione regionale, che può essere agnolotti, ravioli, tortellini, e per secondo l'immancabile agnello, o capretto. Carne bianca, cotta alla griglia, non grassa. Per contorno sì a patate al forno, evitare quelle fritte, infine frutta di stagione (fragole o ciliegie) e dolce».
E sulla scelta del dolce, Calabrese ha un'idea precisa: «Molto meglio l'uovo di Pasqua della colomba. L'uovo, specie se di cioccolato fondente, ha meno grassi, e sono grassi vegetali, e inoltre dà prima il senso di appagamento. La colomba si fa con burro o strutto, è più pesante».
Non deve mancare il pane: «Sono contrarissimo alle diete iperproteiche: il corpo ha bisogno di zuccheri, che si ricavano dai carboidrati, altrimenti si dimagrisce subito e poi si reingrassa ancora più di prima». Un signor pasto, insomma, a patto, ammonisce il nutrizionista, di limitarsi la sera «a una bella insalata mista, al massimo con una mozzarellina».
A Pasquetta si replica, ma stavolta bisogna stare più attenti: «Non ci si può strafogare anche lunedì a pranzo. Se c'è la gita fuori porta approfittiamone: una bella insalata di pasta, un po' di carne alla griglia, magari dei salumi di campagna, evitiamo piatti troppo elaborati. E la sera, ancora insalata: solo così il martedì avremo praticamente già assorbito il 'colpo” pasquale».
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E sulla scelta del dolce, Calabrese ha un'idea precisa: «Molto meglio l'uovo di Pasqua della colomba. L'uovo, specie se di cioccolato fondente, ha meno grassi, e sono grassi vegetali, e inoltre dà prima il senso di appagamento. La colomba si fa con burro o strutto, è più pesante». Non deve mancare il pane: «Sono contrarissimo alle diete iperproteiche: il corpo ha bisogno di zuccheri, che si ricavano dai carboidrati, altrimenti si dimagrisce subito e poi si reingrassa ancora più di prima». Un signor pasto, insomma, a patto, ammonisce il nutrizionista, di limitarsi la sera «a una bella insalata mista, al massimo con una mozzarellina».
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