Il 20-25% degli italiani presenta la sindrome metabolica, ossia evidenzia un insieme di fattori di rischio (come obesità addominale, ipertensione arteriosa e basso livello di colesterolo Hdl) che predispongono allo sviluppo di malattie cardiovascolari e diabete mellito. Un altro 5% degli italiani soffre già di diabete mellito di tipo 2. Entrambe queste percentuali sono destinate a crescere nei prossimi anni per effetto dell'aumento dell'obesità e della sedentarietà.

Come fare, allora, per prevenire questi problemi, che hanno un forte rilievo sociale e un significativo impatto sulla salute pubblica? Tra le misure che sembrano efficaci c'è anche il consumo di latte e derivati.

Come suggeriscono diversi recenti studi condotti in Francia e Stati Uniti, entrambi pubblicati sulla prestigiosa rivista 'Diabetes Care”, e una meta-analisi condotta su 7 studi, i latticini mostrano un effetto benefico nei confronti del rischio cardiovascolare e del diabete di tipo 2. Inoltre una dieta più ricca di prodotti lattiero caseari, soprattutto a basso tenore di grassi, diminuisce il rischio di diabete di tipo 2 nelle donne di mezza età.

Ma quali sono i meccanismi che sono alla base dei benefici dei latticini nella prevenzione di queste patologie? Gli studiosi hanno avanzato diverse ipotesi. La prima riguarda il ruolo protettivo del calcio e della vitamina D contenuti nei prodotti lattiero caseari, per cui è stato dimostrato un ruolo nell'accelerare il metabolismo dei grassi. E quindi nel promuovere la perdita di peso e di conseguenza nel ridurre il rischio di sviluppare le patologie metaboliche associate con l'obesità, come il diabete. Un'altra ipotesi riguarda il ruolo protettivo svolto dalle proteine del siero di latte.