Chiunque si sia accostato a una rinfrescante birra sa che il luppolo è fra i suoi ingredienti fondamentali, insieme ad acqua, malto e lievito. Ma forse non tutti sanno che la birra è da considerarsi non una semplice bevanda ma un alimento vero e proprio. Oltre ad avere un notevole contenuto vitaminico, il rapporto calcio-fosforo è quasi ottimale, mentre è bassissima la quantità di sodio presente.

Inoltre risulta da varie ricerche, tra cui quella dell'Istituto per la ricerca sul cancro di Genova, che non solo il luppolo conferisce il sapore tipico della birra che tanto amiamo, ma anche inibisce la proliferazione e la vitalità delle cellule tumorali umane di carcinomi mammari, ovarici e di tumori del colon.

Tutto ciò grazie allo Xantumolo, un particolare tipo di flavonoide di cui la birra è particolarmente ricca e che sarebbe in grado di indurre la morte delle cellule leucemiche e di interferire con le cellule endoteliali inibendo l'angiogenesi (sviluppo anomalo di vasi sanguigni), uno dei fenomeni che spesso si verificano durante le fasi acute nei pazienti leucemici.

«Dato che un trattamento preventivo deve essere protratto nel tempo - afferma la dottoressa Adriana Albini, responsabile della ricerca oncologica al Polo scientifico e tecnologico dell'Irccs MultiMedica - requisito fondamentale delle molecole usate nei farmaci è che siano poco tossiche, per evitare che gli effetti collaterali siano superiori ai benefici. Per questo l'interesse degli scienziati si è rivolto a molecole di origine naturale presenti in cibi e bevande».

E specifica: «Questo non significa che bere tanta birra faccia bene, è pur sempre un alcolico. La nostra idea è isolare lo xantumolo dalla birra e farne un farmaco, da testare sui pazienti».

Infatti lo xantumolo avrebbe anche un'efficacia circa 100 volte superiore nel prevenire la leucemia rispetto ai farmaci attualmente in commercio. Non tutte le birre però contengono uguale concentrazione del flavonoide: le migliori sono quelle a più alto contenuto di luppolo, quindi dal sapore più amaro e dotato di una densa corona di schiuma persistente.

E poi, da quanto emerge da studi tedeschi, avrebbe anche un effetto anti-infiammatorio se bevuta quotidianamente con moderazione. E le calorie? Contrariamente alla credenza popolare la birra è anche un alimento scarsamente calorico, con circa 33-35 kcal per 100g, addirittura meno rispetto ad altre bevande analcoliche.

Curiosità
La birra ha origini antichissime, risalenti addirittura al popolo egizio e sumero, e così anche l'utilizzo terapeutico del luppolo, sin dal Medioevo riconosciuto per le sue proprietà calmanti.

Ancora oggi viene usato in fitoterapia, unitamente a valeriana e verbena per curare stress e mal di testa cronico legato a una scarsa funzionalità gastrica.

Le piante di luppolo, appartenenti alla famiglia della Cannabacee (la stessa della marijuana), può raggiungere i 7 metri d'altezza e crescere sino a 1.200 metri d'altezza in un clima non troppo ventoso e umido. Essendo una pianta dioica, possiede infiorescenze sia maschili che femminili, ma solo queste ultime vengono adottate nella produzione della birra, per bilanciare la dolcezza del malto, aiutare la conservazione del prodotto e chiarificarlo.