Salute... in tazza Il caffè riduce il rischio di diabete
Alle proprietà benefiche del caffè, secondo una ricerca cinese, si aggiunge la capacità di aiutare le difese immunitarie a combattere il diabete di tipo 2. Il caffè limita l’aumento di una sostanza strettamente correlata alla malattia: per ogni tazza in più bevuta il rischio si riduce del 7%
Il caffè fa bene alla salute ed è un prezioso aiuto contro il diabete. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori cinesi dell'Huazhong University of Science and Technology di Wuhan, il consumo giornaliero di caffè può aumentare la difesa dal diabete di tipo 2. Per i ricercatori il caffè limita l'aumento di una sostanza strettamente correlata alla malattia: per ogni tazza di caffè in più bevuta, il rischio si riduce del 7%.La ricerca, pubblicata sul Journal of Agricultural & Food Chemistry, ha preso in considerazione la sostanza amiloide islet polipeptide, i cui livelli sono legati a delle disfunzioni al pancreas, che proprio la caffeina riuscirebbe a debellare.
La ricerca ha preso in esame l'influenza esercitata dall'amiloide islet polipeptide, arrivando alla conclusione che l'incremento di questo elemento sarebbe, infatti, uno dei maggiori responsabili dei meccanismi legati allo sviluppo della patologia.
Alle numerose proprietà benefiche del caffè, ora dunque, si aggiunge la capacità di aiutare le difese immunitarie a combattere il diabete di tipo 2. Ling Zheng, il coordinatore dello studio di ricerca, spiega però che si tratta di «Un effetto che si esercita soprattutto quando si consuma questa bevanda con regolarità».
«L'identificazione dei componenti attivi di queste bevande consentirebbe di aprire nuove vie terapeutiche per la prevenzione primaria del diabete mellito. Si potrebbe anche ipotizzare di consigliare ai nostri pazienti a rischio diabete mellito di aumentare il consumo di tè e caffè, oltre ad aumentare i loro livelli di attività fisica e a cercare di perdere peso», ha commentato Richard Huxley, altro ricercatore dello studio.
Secondo una ricerca dell'Inran, l'Ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione, il caffè è in grado di inibire uno degli enzimi intestinali coinvolti nella digestione dei carboidrati e rallentare l'assorbimento del glucosio, così da diminuire l'alto livello glicemico che si osserva dopo il consumo di un pasto, contribuendo così alla riduzione del rischio di diabete di tipo 2.
«I dati sperimentali sono stati ottenuti in vitro e vanno confermati da uno studio in vivo condotto sull'uomo. Se questo fosse il meccanismo con cui il caffè agisce, dovremmo consigliare di bere caffè subito dopo i pasti ma attenzione a non aumentare il numero di tazzine, e a non superare le 4 al giorno», dichiara Elsa Natella, specialista in Chirurgia generale.
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