Contro la "diabesity" ripartire dall'A, B, Cibo
Sono 5 milioni gli italiani che soffrono d’obesità e 1 milione i bimbi obesi o in sovrappeso. Fortemente legato a questa patologia il diabete di tipo 2, di cui soffrono 3,6 milioni di persone nel nostro paese. A questo proposito l’Organizzazione mondiale della sanità ha coniato il termine diabesity

Benessere e gola possono convivere; questo vuole dimostrare 'Salute al piacere”, una campagna di educazione alimentare itinerante, che, per la prima volta, vede alleati Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), Amd (Associazione medici diabetologi) e Slow Food Italia. Un ciclo di 14 incontri che toccheranno tutta la Penisola, partendo da Milano, per concludersi a Torino al Salone internazionale del gusto e terra madre (25-29 ottobre).
Sono 5 milioni gli italiani che soffrono d'obesità e 1 milione i bambini obesi o in sovrappeso. Fortemente legato a questa patologia è il diabete di tipo 2, di cui soffrono 3,6 milioni di persone nel nostro paese, più, si stima, un milione che non ne è ancora consapevole. A questo proposito l'Organizzazione mondiale della sanità ha coniato il termine "diabesity", a indicare come le due malattie rappresentano ormai la vera pandemia dell'era della globalizzazione.
«Adulti e bambini, Nord e Sud del mondo: ormai diabete e obesità non sono presenti esclusivamente nei Paesi ricchi - avvertono i promotori della campagna, realizzata con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim e Fondazione Lilly - ma affliggono tutte le categorie sociali e fasce sempre più ampie della popolazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove sono in forte crescita. Tra le cause, l'assunzione di modelli alimentari sbagliati e uno stile di vita sedentario hanno senza dubbio una forte influenza sullo sviluppo di patologie metaboliche e cardiovascolari».Dopo gli interventi, le serate si concluderanno con un buffet-tipo, dimostrazione pratica del motto "Uno stile di vita sano e gustoso è possibile". Al termine degli incontri, inoltre, verrà distribuita una copia della guida di Slow Food editore 'Salute al piacere! Benessere con gusto per noi e per il pianeta”, nuovo volume della collana 'Mangiamoli Giusti”, curato dal responsabile Area salute di Slow Food Italia, Andrea Pezzana, direttore di Dietetica e nutrizione clinica all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino.
«La globalizzazione dei consumi - evidenziano i promotori della campagna - ha portato al costante allontanamento dagli stili alimentari originari, fondati sui principi della dieta mediterranea». Nel dettaglio, gli esperti individuano i cambiamenti dello stile di vita che più sembrano influenzare l'epidemia globale di obesità e quindi di diabete, tant'è chel'80% delle forme di tipo 2 è causato dai chili di troppo: "destrutturazione della preparazione dei pasti", con il consumo di alimenti pronti da cucinare o da mangiare, "destrutturazione della giornata alimentare", con spuntini a ogni ora; "iperconsumo passivo di cibi altamente energetici e di bevande zuccherate" e "diffusione dei pasti fuori casa" (+13,6% negli ultimi 10 anni, secondo una ricerca Fipe-Confcommercio).
Le strategie contro obesità e diabete, dunque, dovrebbero incoraggiare abitudini alimentari corrette attraverso la riduzione di grassi e zuccheri, incentivare le persone a mangiare più frutta e verdura, oltre che mirare a un aumento dell'attività fisica. Sarebbe necessario, inoltre, attivare misure per moderare marketing e pubblicità quando degenerano in manipolazione, e potenziare l'educazione alimentare, promuovendo il modello italiano basato su dieta mediterranea, legame con il territorio, ricchezza fondata sulla biodiversità, rivolgendosi non solo alle scuole, ma a tutti gli esercizi pubblici cui oggi è delegata la cultura del cibo.
L'obiettivo finale non è certo mettere tutti a dieta o evitare il ristorante, quanto piuttosto stimolare una riflessione sull'alimentazione quotidiana. Fra le proposte dell'alleanza medici-Slow Food, c'è quella di partire dal rivoluzionare la ristorazione pubblica e le sue offerte, in modo da influenzare le abitudini alimentari, nonché da un monitoraggio maggiore della distribuzione e produzione industriale, considerato anche che tra il 1978 e il 2009 (dati Brownell and Frieden) i prezzi di verdura e frutta fresche hanno subito un forte aumento, soprattutto se paragonato alla quasi stabilità del costo di zuccheri, dolci e bevande gassate.
Articoli correlati:
Guardare la tv può fare bene Si impara la Dieta mediterranea
Al ristorante per tenersi in forma Se mangiare fuori non fa ingrassare
Più chili di troppo, meno neuroni L'obesità danneggia il cervello
Solo bevande siciliane nelle scuole La regione vieta le bibite gassate
In aumento l'obesità infantile Solo l'1% dei bambi mangia sano
Crolla il consumo di frutta In aumento gli obesi in Italia
Zuccheri e rischi per la salute Le relazioni pericolose...

