Mentre in Italia si sta parlando di mettere una tassa sui cibi spazzatura, in America è guerra aperta alle maxi porzioni servite nei fast food, dannose per la salute e anche per l'ambiente. Il dipartimento della Salute di New York City ha calcolato che negli ultimi 50 anni le quantità delle porzioni, tra "medium" e "large", sono decisamente aumentate: dal 1955 i volumi di un panino con hamburger sono triplicati, lo zucchero contenuto nelle bevande è quadruplicato e le porzioni di patatine fritte sono passate da 2,4 a 5,4 once.

Il risultato è che un solo pasto di questo genere apporta più calorie di quante ne servano in un'intera giornata a un uomo adulto. Senza contare gli sprechi e l'elevatissima impronta ecologica di questo tipo di alimentazione a base di carne e grassi di origine animale. L'olio in cui sono fritte le patatine servite in porzioni da 300 grammi in genere è quell'olio di palma che costa pochissimo e ottenuto da deforestazione selvaggia.

Per tutti questi motivi, è partita a New York la campagna informativa contro le maxi porzioni dei fast food con una serie di manifesti in inglese e spagnolo pronti a tappezzare la città nella speranza di arginare il dilagare dell'obesità e delle malattie derivate.

Tra le malattie causate dall'obesità, c'è il diabete di tipo 2: secondo i dati del Dipartimento per la Salute di New York, nel 2006 ci sono state 3mila amputazioni a causa di questa patologia. Ed ecco perché il ragazzo in uno dei manifesti della campagna è senza una gamba, affiancato a un grafico che mostra quanto siano cresciute le dimensioni delle bevande zuccherate servite nei fast food, passando da 7 a 32 once dal 1955 a oggi.

Nel 2010, più della metà dei newyorkesi adulti (il 58%) erano obesi o in sovrappeso; tra il 2002 e il 2010 l'obesità adulta è passata dal 18 al 23%. Obeso è anche il 20,7% dei bambini in età scolare, con tutte le gravi conseguenze sulla salute che ne derivano: secondo il dipartimento della Salute, a causa dell'obesità oggi i bambini di New York hanno una più breve aspettativa di vita rispetto ai genitori.


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