Secondo ogni buon dietologo bisognerebbe evitare di mangiare sempre lo stesso cibo, mentre sarebbe buona regola aumentare la varietà della propria alimentazione. Eppure, secondo uno studio americano riportato sull'American Journal of Clinical Nutrition, mangiare sempre la 'stessa minestra” potrebbe essere una soluzione, anche se un po' forzata e molto rischiosa, per tagliare i chili di troppo. La ricerca ha, infatti, confermato quanto il senso comune già conosce: la varietà di cibi induce a mangiare di più e questo, alla fine, moltiplica l'apporto calorico. Al contrario, il consumo monotono dello stesso cibo si accompagna a un effetto assuefazione che riduce la fame.

Lo hanno sperimentato, come ipotesi per la cura dei grandi obesi, ricercatori Usa arruolando due gruppi composti da 16 persone obese e 16 con peso normale e somministrando due diversi regimi alimentari che prevedevano una rotazione di alimenti quotidiana o settimanale. In più, per ogni compito affidato ai partecipanti e portato a termine era concesso il consumo di un piatto di maccheroni al formaggio. Il risultato? Il gruppo con la dieta monotematica ha consumato solo 30 calorie in più a settimana, quello con la dieta più varia ne ha assunte ben 100 in più.

Secondo i ricercatori la riduzione della varietà nelle scelte alimentari può rappresentare una strategia importante per coloro che cercano di perdere peso. «Sappiamo da anni che gli alimenti possono innescare il rilascio di diverse sostanze chimiche a livello cerebrale, molte delle quali simili a quelle stimolate dalle droghe - spiega Shelley McGuire, che ha illustrato lo studio - e come può accadere per i tossicodipendenti si possono verificare fenomeni di tolleranza e assuefazione».


Fonte: Asca