Un difetto genetico potrebbe essere alla base di scarsi livelli di magnesio nell'organismo. Lo dicono sulla rivista American Journal of Human Genetics scienziati tedeschi dell'Università di Berlino Charité indicando un'origine alternativa a quelle principali, una dieta povera del minerale, il diabete o l'ipertensione.

I ricercatori guidati da Dominik Muller hanno individuato un cortocircuito provocato dalla mutazione di Cnnm2. Una disregolazione della proteina può mandare in tilt le cellule renali e intestinali deputate al controllo e all'assorbimento del magnesio. Se i segnali del gene sono corrotti il minerale viene espulso con le urine e con le feci. Questo implica una minor quantità nel sangue. Poco magnesio si traduce in affaticamento muscolare e in un senso di stanchezza, dato il suo ruolo cardine nella trasmissione degli impulsi elettrici, ma anche in problemi al ritmo cardiaco.

«Questa scoperta potrebbe aiutarci a contrastare il deficit con farmaci adeguati», spiega Muller.

Oltre che per i nervi e la membrana delle cellule nervose, il magnesio è essenziale per il processo di mineralizzazione e di sviluppo dell'apparato scheletrico. L'apporto alimentare è ritenuto sufficiente per il fabbisogno quotidiano dell'organismo, ma in certe malattie, come il diabete che porta a urinare di più, si possono verificare degli scompensi.

Cibi ricchi di magnesio sono nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca. Buone fonti sono i vegetali a foglie verdi e le banane. L'apporto di magnesio con l'acqua è molto variabile a seconda della natura dell'acqua, ed è stato poco quantificato. Sulla base di un consumo di un litro al giorno si può ipotizzare un introito da 1 a 50 mg.


Fonte: Asca