La carne grigliata o fritta può aumentare il rischio di cancro all'intestino: secondo quanto scoperto dai ricercatori del Norwegian Institute of Public Health di Oslo (Norvegia) la colpa sarebbe della cottura eccessiva che porta alla produzione, sulla crosticina 'dorata” e saporita, di sostanze cancerogene.

A darne notizia è la rivista Molecular Carcinogenesis che ha descritto gli esperimenti condotti su topi ingegnerizzati in grado di esprimere, a livello intestinale, due enzimi umani, SULT1A1 e SULT1A2. Queste molecole, spiegano i ricercatori, sono presenti nell'intestino umano e sarebbero le responsabili della trasformazione di alcune sostanze presenti sulla crosta di carne e pesce grigliati o fritti in composti che favoriscono lo sviluppo dei tumori.

I topi 'portatori” dei due enzimi umani sono quindi stati alimentati con delle sostanze simili a quelle provocate dalle cotture troppo intense, facendo rilevare un'incidenza dei tumori all'intestino pari all'80%. Nei topolini non portatori degli enzimi umani, invece, il rischio di sviluppare il tumore all'intestino non ha superato il 31%. Secondo gli autori l'espressione a livello intestinale degli enzimi SULT1A1 e SULT1A2, tipica degli esseri umani, «può aumentare la sensibilità ai composti da essi stessi attivati».


Fonte: Ansa