Il successo o meno della dieta dipende anche dal profilo genetico
Un gruppo di ricercatori spagnoli, studiando 180 persone obese o sovrappeso, rivela di aver individuato profili genetici associati a una maggiore tendenza a riprendere peso dopo una dieta. In alcuni soggetti sovrappeso od obesi sarebbero proprio i geni a intralciare i progetti di dimagrimento
Il profilo genetico svela se tendiamo a ingrassare o perdiamo peso con facilità. Un gruppo di ricercatori spagnoli del Dipartimento di Scienze alimentari, fisiologia e tossicologia dell'Università di Navarra, studiando 180 persone obese o sovrappeso, rivela, infatti, di aver individuato profili genetici associati a una maggior tendenza a riprendere peso dopo una dieta. Stando ai risultati, in alcuni soggetti sovrappeso od obesi alcuni specifici geni sarebbero più spesso associati a una maggior difficoltà nel perdere peso e a un'inevitabile tendenza a rimetter su chili appena si smette di stare a dieta. Una predisposizione genetica all'ingrasso, insomma, che secondo gli autori associata a uno stile di vita poco sano (poco movimento e bagordi a tavola) porterebbe dritto dritto all'obesità.
Per ora, però, niente "dieta genetica", ma la strada è quella, come spiega Giuseppe Fatati, presidente dell'Associazione nazionale di dietetica e nutrizione clinica: «Secondo le proiezioni dei genetisti occorreranno 15-20 anni per arrivare a indicazioni dietetiche orientate dal punto di vista genetico, ma credo anch'io che ci arriveremo. Bisogna poi notare che esistono due facce della medaglia: la nutrigenetica, che ci dice come i geni influenzano gli effetti di ciò che mangiamo, e la nutrigenomica, che spiega come anche gli alimenti possano modificare l'espressione dei nostri geni. I nostri recettori del gusto, che si trovano nel cavo orale ma che sono stati scoperti identici anche più in profondità nell'apparato gastrointestinale, ad esempio sul pancreas, sono uno dei punti di incontro di questi due filoni. Essi infatti orientano le nostre scelte alimentari: sapere che tipo di geni (e quindi recettori) abbiamo potrà darci indicazioni utili su come impostare le diete. E questo è solo uno dei tanti approcci possibili: quando avremo una mappa completa dei geni coinvolti nei processi alimentari potremo davvero dare consigli personalizzati».
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