Un adolescente americano su cinque ha il colesterolo alto. è quanto emerge da una recente analisi dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi. Il fenomeno va a braccetto con la diffusione di casi di obesità in Usa. Ma se è vero che il colesterolo e direttamente proporzionale al peso, è anche vero che persino il 14% degli adolescenti normopeso ha livelli superiori alla norma di grassi nel sangue.

Lo studio è stata condotto analizzando i dati relativi ai valori di colesterolo Ldl (conosciuto come colesterolo cattivo) e Hdl (buono) e trigliceridi di 3mila adolescenti. Il 20,3% dei giovani tra i 12 e i 19, soprattutto se maschi, ha livelli di colesterolo fuori dalla norma. «è notevole la percentuale di giovani con almeno un valore anomalo di grassi nel sangue. Il fatto è preoccupante viste le implicazioni a lungo termine per le malattie cardiache - commenta Ashleigh May, epidemiologo dei Centers for disease control and prevention -. Vogliamo essere certi che i medici siano consapevoli dell'importanza dello screening e degli interventi sullo stile di vita raccomandati per i giovani, soprattutto per quelli in sovrappeso od obesi. Per ridurre i rischi per la salute associati all'ipercolesterolemia è innanzitutto importante che tutti i ragazzi seguano una dieta equilibrata e facciano regolarmente attività fisica».

Per i ricercatori il controllo e la prevenzione sono fondamentali, sin dall'adolescienza. Sulla base delle linee guida dell'American Academy of Pediatrics circa un terzo degli adolescenti americani sarebbe un buon candidato per esami di screening del colesterolo solo per il fatto di essere in sovrappeso od obeso. Lo screening sarebbe da raccomandare anche in quei giovani che presentano una familiarità per ipercolesterolemia o per malattie cardiovascolari sviluppate prematuramente.

«Le dislipidemie sono in aumento anche tra gli adolescenti italiani - riferisce Arrigo Cicero, farmacologo clinico del Centro per lo studio dell'aterosclerosi dell'Università di Bologna -. Non ci sono dati precisi e il fenomeno è sicuramente meno diffuso che negli Usa, ma non bisogna sottovalutare che l'Italia è il Paese europeo con i livelli più alti di obesità infantile con le conseguenze che ne derivano. Per quanto riguarda lo screening negli adolescenti non ci sono dei criteri precisi, trattandosi di un problema di recente insorgenza. Sicuramente la familiarità va tenuta in considerazione. In particolare quanto più sono alti i livelli di grassi nel sangue dei genitori e quanto più precocemente sono aumentati, tanto prima andrebbe eseguito un controllo sui figli. Per esempio se la mamma ha 400 di colesterolo a 45 anni, potrebbe valere la pena di controllare i figli già a 3-4 anni. In assenza di una familiarità per le dislipidemie potrebbe, invece, essere utile eseguire i test lipidici solo in particolari circostanze, per esempio se si è verificato un aumento importante di peso».

E per le strategie da adottare per dare un taglio al colesterolo nei ragazzi: «In prima battuta, come per gli adulti, si interviene sullo stile di vita, migliorando l'alimentazione e stimolando l'attività fisica – spiega Cicero -. Negli Stati Uniti in alcuni casi è previsto il ricorso a farmaci ipocolesterolemizzanti (statine), cosa molto meno diffusa in Europa. Piuttosto, se si vuole evitare di medicalizzare il giovane, in alcuni casi si possono utilizzare degli integratori di estrazione vegetale presi sotto controllo medico. Con questi prodotti a volte si ottengono buoni risultati in poco tempo, cosa che rappresenta spesso una buona spinta motivazionali se non per i ragazzi, almeno per i genitori».