LALLIO (BG) - Nell'ambientazione hig tech del concept restaurant dell'industriale delle pentole Baldassare Agnelli si sono svolti a Lallio (Bg) i festeggiamenti per i 30 anni di attività dell'Associazione diabetici bergamaschi, fin dalla sua fondazione operosa per la prevenzione del diabete e attenta alle esigenze delle persone affette dalla principale malattia 'del benessere”, il diabete di tipo 2.

I traguardi raggiunti in tanti anni sono stati ragguardevoli e il presidente Giambattista Negretti ne ha voluto ricordare i principali durante la cena, servita ai numerosi intervenuti con la precisa indicazione di evidenziare come il diabetico possa curare correttamente la propria malattia anche a tavola, senza dover rinunciare al piacere del palato.

Tale possibilità è stata confermata dal dottor Roberto Dodesini, diabetologo presso l'Unità di struttura di diabetologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che ha illustrato in quali modi il 'diabetico” può adottare una alimentazione sana e corretta.

Delicato nella sua essenza e ricercato nella presentazione, il menu proposto dal noto chef Chicco Coria è stato sicuramente all'altezza della richiesta di coniugare le 'limitazioni” dell'alimentazione del diabetico con il piacere della buona cucina italiana.

Il risultato nella sua armonica composizione di nutrienti salutari è stato assolutamente di notevole livello: per cominciare, le proteine e i grassi monoinsaturi del pesce delicatamente condito con olio extravergine d'oliva, a seguire i misurati carboidrati del risotto con gamberetti 'alla certosina”, per tornare alle proteine della carne di manzo poco cotta e adagiata su purè di patate e verdure al vapore e terminare con il 'proibito” dessert di frutta e crema, rigorosamente dolcificato con fruttosio.

Rilassante serata autunnale, che ha gettato le basi per lo sviluppo di una maggiore conoscenza di quei piatti, patrimonio della tradizione gastronomica italiana, che sono salutari oltre che gustosi, ricordando che Ippocrate già nel IV secolo avanti Cristo diceva: «Fa che il tuo cibo sia la tua medicina».