I lombardi non mangiano sano. Sono i più a rischio di tumori
Poca attenzione alla dieta mediterranea e troppa passione per snack e bibite. A lanciare l'allarme è la sezione lombarda dell'Associazione italiana dietetica e nutrizione clinica. In Lombardia ogni anno muoiono di tumore 30,7 persone ogni 10.000 abitanti, contro una media nazionale di 28,6.
I lombardi non mangiano sano: poca attenzione alla dieta mediterranea e troppa passione per snack e bibite. A lanciare l'allarme è la sezione lombarda dell'Adi (Associazione italiana dietetica e nutrizione clinica) che, in collaborazione con l'Osservatorio nutrizionale Grana Padano, ha svolto una ricerca su un campione di 1.377 adulti lombardi (847 donne e 530 uomini), per verificare il grado di adesione della popolazione a uno stile di vita sano, rispetto alle indicazioni dell'American Cancer Society (ACS). Il quadro che ne è emerso è definito "preoccupante". La dieta raccomandata per la prevenzione di molte forme tumorali è in definitiva quella mediterranea, dieta che però gli abitanti della Lombardia seguono meno del resto degli italiani. «Dai dati emerge che l'indice di mediterraneità della dieta (MAI) in Lombardia è pari a 1,32 (media), a confronto con il dato del resto di Italia del 1,44 - spiega Maria Letizia Petroni, coordinatore scientifico dell'Osservatorio Grana Padano e responsabile Nutrizione Clinica dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (Vb) - questo indica un'adesione complessivamente deludente dei lombardi al modello alimentare mediterraneo. Il MAI è un indicatore della 'salubrità' dell'alimentazione molto rilevante: studi internazionali hanno dimostrato che la mortalità a causa di eventi cardio e cerebrovascolari si riduce in media del 9% e quella per tumori del 6% in chi aderisce maggiormente alla dieta mediterranea».
In Lombardia ogni anno muoiono di tumore 30,7 persone ogni 10.000 abitanti, contro una media nazionale di 28,6. «Queste percentuali - sottolinea Michela Barichella, presidente dell'Adi Lombardia - che indicano una mortalità per tumore superiore alla media nazionale, rilevate in una regione come la Lombardia considerata di eccellenza in campo oncologico e che quindi offre la possibilità ai suoi abitanti di accedere a programmi di screening e di cure di alto livello, sottolineano l'urgenza di rivedere lo stile di vita e in particolare le abitudini alimentari dei lombardi».
«Dall'analisi dei dati raccolti - prosegue - si rileva infatti che i lombardi, rispetto alla media degli italiani, sono più inclini al consumo di 'junk food', il cosiddetto 'cibo spazzaturà, costituito da snack, merendine, bevande dolci e via dicendo, alimenti molto energetici, ma ricchi di calorie 'vuotè che non nutrono in modo corretto. L'apporto calorico derivante da alimenti della dieta mediterranea in Lombardia è infatti solo del 53, contro il 56% del resto degli italiani, mentre quello derivante da prodotti che non fanno parte della dieta mediterranea è del 47 contro il 44%. In particolare, la ricerca evidenzia che biscottini e brioche apportano per i lombardi il 6,2% delle calorie contro il 4,9% del resto d'Italia; le bevande dolci gassate non light l'1,4% contro l'1,1; i gelati a base di crema il 2,1 contro l'1,6%, le patatine in sacchetto lo 0,8 contro lo 0,7%. A fronte di ciò, arance, cavoli e broccoli, legumi e pesce (alimenti noti per le loro capacità protettive nei confronti di diversi tipi di tumore) in Lombardia apportano circa il 30% in meno di calorie rispetto alla media italiana».

