Il peperoncino fa bene alla salute, ma bisogna avere qualche accortezza. Lo dice l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, nel suo ultimo bollettino (Bif). Questo alimento antico, coltivato in Messico già nel 5500 a.C., è stato solo di recente oggetto di studi farmacologici e clinici.

La ricerca clinica si è focalizzata in particolare su alcuni disturbi neurologici o digestivi di carattere funzionale per i quali può essere d'aiuto l'uso della capsaicina, il principio attivo del peperoncino, quello che ne determina il sapore violento e piccante. Per quanto riguarda le sindromi nevralgiche, interessanti risultati a favore dell'efficacia della capsaicina sono stati ottenuti sia da Rct (Randomized controlled trials) che da metanalisi che hanno indagato l'uso terapeutico del peperoncino in diverse condizioni: nevralgia post-herpetica, dolore neuropatico e muscoloscheletrico o dolore neuropatico post-chirurgico. L'uso della capsaicina ha invece avuto un effetto modesto nella nevralgia del trigemino o del tutto inefficace nella polineuropatia.

Per quanto riguarda invece la vescica neurogena, il meccanico di desensibilizzazione neurogena da parte della capsaicina è stato ipotizzato pure per giustificare l'efficacia delle instillazioni endovescicali di capsaicina, in soluzione glucosata, nei pazienti affetti da incontinenza per iperattività neurogena del detrusore, lesioni spinali o sclerosi multipla. Relativamente ai disturbi digestivi, infine, nonostante la ricca aneddotica, un unico Rct sull'uso del peperoncino nella dispepsia funzionale è disponibile in letteratura. il risultato è stato positivo rispetto al placebo.

Interessanti prospettive sembrano inoltre emergere nella terapia del colon irritabile, delle riniti croniche o in fronti diversi quali la psoriasi o le coronaropatie o nell'uso come antiossidante o anticancerogeno o come agente stimolante la termogenesi. Devono invece fare attenzione ad assumere peperoncino le donne in gravidanza o in allattamento. Per precauzione non va somministrato ai bambini piccoli. Va assunto in dosi medicinali solo sotto stretto controllo medico. In caso di insorgenza di disturbi minori quali disordini gastrici, diarrea o bruciori durante l'evacuazione ridurre le dosi o interrompere il trattamento.

Qualora la polvere di peperoncino sia assunta per via orale a scopo medicinale sono possibili interazioni farmacologiche perchè la capsaicina si comporta come inibitore della p-glicoproteina e può essere responsabile dell'aumentato assorbimento di alcuni farmaci, tra i quali teofillina e Ace inibitori. Una recente ricerca ha dimostrato che 4,2 g di peperoncino riducono invece l'assorbimento alimentare del ferro del 38%.

Fonte: Agi