I sintomi - riporta il Corriere.it - somigliano a quelli di una febbre emorragica come l'Ebola, ma la malattia che nell'arco dell'ultima settimana ha ucciso sedici persone in Kenya non ha ancora un nome. I casi, rende noto la rete della Società internazionale sulle malattie infettive (Isid) sono avvenuti nella zona di Bungoma, una città che si trova nella zona occidentale del Paese, al confine con l'Uganda. Secondo le testimonianze raccolte sul luogo, la malattia si manifesta con sintomi molto simili a quelli delle febbri emorragiche note, ossia con diarrea, vomito e sanguinamento da naso e occhi. La prima reazione della popolazione, riferisce Isid, è stata la paura della nuova influenza A/H1N1 e di conseguenza i maiali sono stati confinati nei loro recinti. Secondo una prima valutazione degli esperti, questi casi ricordano molto da vicino le epidemie di febbri emorragiche avvenute in passato in Kenya.

 La Nuova Influenza fa meno paura. Secondo caso (già guarito) in Italia
In Messico l'epidemia della Nuova Influenza è in fase discendente. Lo ha annunciato il ministro della Salute locale José Angel Cordova spiegando che il picco di diffusione del virus si è registrato tra il 23 e il 28 aprile.«La situazione - ha sottolineato - ci induce comunque a restare prudenti». Una prudenza dettata anche dai numeri: secondo le cifre diffuse dal ministro i contagiati in Messico sono arrivati a quota 487 con 19 morti accertati. L'altro fronte "caldo" resta gli Stati Uniti: secondo l'ultimo bilancio del Cdc sono 226 i casi accertati con una diffusione sul territorio che comprende 30 stati.

«Costatiamo segni incoraggianti - ha affermato il direttore del Cdc, Richard Besser parlando alla ABC - perché abbiamo notato che questo virus non è più aggressivo di un ceppo di influenza stagionale». Sul fronte europeo le autorità sanitarie spagnole hanno comunicato che sono 40 i nuovi casi accertati spiegando che sono 6 le persone ricoverate. Momenti di tensione si sono vissuti, invece, in Egitto dove è iniziata l'operazione di abbattimento dei suini degli allevamenti, al 90 per cento posseduti e gestiti da copti. In centinaia hanno inscenato proteste al Cairo, ed a Kankha, nel governatorato di Qaliubeya, a nord della capitale, con barricate nelle strade, copertoni incendiati, lanci di pietre contro la polizia che ha risposto sparando bombe lacrimogene e proiettili di gomma.

è un ragazzo di 25 anni, tornato dal Messico e già guarito, il secondo caso di Nuova Influenza confermato in Italia. Il giovane è stato curato dall'Istituto Spallanzani ma non è mai stato sottoposto a ricovero. La sua compagna, secondo quanto si apprende, è stata trattata in via precauzionale con antivirali. Il ministero della Salute ha confermato il secondo caso di Nuova Influenza A/H1N1. In una nota del Ministero si spiega che ciò «non cambia lo scenario illustrato ieri dal ministro Sacconi e dal sottosegretario Ferruccio Fazio nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso la sede del Ministero». L'aumento dei casi in Italia era infatti previsto ma «non desta particolare preoccupazione - conclude il ministero - sia perchè questo nuovo virus è responsabile di una sintomatologia più leggera di quella determinata dal virus dell'influenza stagionale, sia perchè l'Italia dispone di scorte sufficienti di farmaci indicati per il trattamento di questa infezione nonché di Centri di riferimento di eccellenza per il ricovero e il trattamento delle persone affette». Si ricorda inoltre che sono già state assunte, tutte le misure preventive necessarie per limitare la diffusione del virus nel nostro Paese.

Oms, bilancio sale a 787 casi e 20 morti

L'Organizzazione mondiale della sanità continua il monitoraggio costante della diffusione della nuova influenza: i casi sono saliti a 787 (rispetto all'ultimo bollettino di ieri che ne contava 658) 20 quelli mortali, in 17 Paesi. L'Oms ha aggiornato i dati sul proprio sito web: il Messico ha registrato 506 casi accertati, inclusi 19 mortali, gli Usa 160 casi, incluso uno mortale. Contagi da nuova influenza si registrano in Austria (1), Canada (70), Hong Kong - Cina (1), Costa Rica (1), Danimarca (1), Francia (2), Germania (6), Israele (3), Olanda (1), Nuova Zelanda (4), Corea del Sud (1), Spagna (13), Svizzera (1) e Gran Bretagna (15) e Irlanda (1). L'Oms ribadisce che non vi è alcun rischio di infezione se si consumano prodotti, ben cucinati, derivati dai maiali.

Fonte: Ansa