L'Oms alza a 5 il livello di allarme Il mondo in allerta per la febbre
La Francia chiederà a Ue lo stop dei voli da e per il Messico dove l'attività produttiva si ferma per 5 giorni. L'Organizzazione mondiale della sanità invita a prepararsi alla pandemia. In Texas muore bimbo di 23 mesi. Obama: «Chiuse scuole con contagi». Una ventina di casi sospetti in Italia
Primo decesso per febbre suina al di fuori dal Messico, mentre l'Oms alza il livello dell'allarme dal livello 4 a 5, su una scala totale di 6, le autorità messicane fermano per 5 giorni le attività lavorative e negli Usa si chiudono le prime scuole. La Francia chiederà all'Unione europea lo stop di tutti i voli da e per il Messico e un vertice straordinario dei ministri dei Trasporti dell'Ue.
Il Messico ferma le attività
Il presidente del Messico, Felipe Calderon, ha chiesto ai messicani di rimanere a casa durante un fermo parziale dell'economia dal primo al cinque maggio, per favorire la lotta all'epidemia di nuova influenza. Calderon ha parlato per la prima volta alla televisione da quando è scoppiata l'epidemia la scorsa settimana. Il Messico sospenderà per cinque giorni i lavori e servizi non essenziali, compresi quelli di alcuni ministeri e aziende private.
L'Oms pronto per il peggio, anche se tutto si può ancora evitare
Il vicedirettore generale dell'Oms, Keiji Fukuda, in una teleconferenza da Ginevra, ha fatto il bilancio ufficiale della situazione nel mondo. Sono 114 casi finora accertati, ha detto Fukuda: 13 sono in Canada, 64 negli Stati Uniti, 26 in Messico, 2 in Israele, 4 in Spagna, 2 in Gran Bretagna e 3 in Nuova Zelanda. Le morti comprendono le 7 accertate in Messico e una, appunto, negli Stati Uniti. Ma le cifre vanno poi aggiornate di ora in ora e in alcuni casi sono anche discordanti. Negli Usa, per esempio, secondo i Centri americani per il controllo delle malattie sarebbero 91 i casi accertati, e non 61 come risulta dai dati dell'Oms. La Spagna ha invece comunicato che i casi accertati di contagio sono passati da 4 a 10, portando così il totale europeo a 20.
L'Oms ha esortato intanto tutti i Paesi ad attivare i piani di preparazione alla pandemia dell'influenza e ha chiesto alle ditte farmaceutiche di aumentare la produzione di antivirali. La fase cinque è infatti a un solo passo dalla pandemia (livello sei). è caratterizzata dalla diffusione del virus da uomo a uomo in almeno due paesi in una regione dell'Oms. Mentre la maggior parte delle nazioni non è ancora colpita in questa fase, la dichiarazione di fase cinque è «un forte segnale - spiega l'Oms nei suoi documenti - che una pandemia è imminente e che il tempo per completare l'organizzazione, la comunicazione e la messa in atto delle previste misure di attenuazione è breve».
Allerta massima e una scuola chiusa negli Usa
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato «che la situazione è grave». Obama ha spiegato che il governo americano farà qualsiasi cosa è necessario fare e ha dato l'ordine di chiudere tutte le scuole in cui si siano verificati casi di contagio. Poco dopo la dichiarazione di Obama una scuola primaria di Chicago è stato chiusa dopo che un ragazzino di 12 anni si è ammalato, forse contagiato dal micidiale H1N1. L'istituto rimarrà chiuso due giorni, in attesa di ulteriori verifiche, ha fatto sapere il il direttore scolastico dell'area di Chicago, Ron Huberman. L'affluenza scolastica nella scuola, largamente frequentata da alunni ispano-americani, era comunque più bassa del normale e le autorità sono al lavoro per verificare eventuali ulteriori casi sospetti.
In Italia si getta acqua sul fuoco
Dopo le rassicurazioni dell'Oms che ha parlato di «pandemia evitabile» e di solo sette casi accertati di decessi in Messico, il sottosegretario alla Salute italiano Ferruccio Fazio ha invece gettato ulteriore acqua sul fuoco: « Ci attendiamo a breve i primi casi anche in Italia, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto l'evoluzione clinica negli altri Paesi. Questo virus si sta dimostrando poco aggressivo, inferiore a una normale influenza». In Italia non c'è «nessun caso» di influenza della tipologia che si è diffusa in Messico ha spiegato Fazio, aggiungendo che in Italia ci sono «venti casi sospetti», ma nessuno è «confermato». Come detto da Fazio, i casi sospetti sono 20 ma in particolare due casi sono comunque sotto la lente degli addetti ai lavori in queste ore in Italia, anche se gli ultimi test hanno dato esito negativo. Una turista che si trovava in un albergo di Salerno ha accusato una sintomatologia tale da convincere i sanitari a predisporne un trasferimento a Napoli nel reparto specializzato in malattie infettive dell'ospedale Cotugno. Dopo la smentita della autorità sanitarie sugli undici casi sospetti in Italia fino a martedì, sembra essere arrivato a un chiarimento anche quello relativo a un paziente lodigiano, rientrato dalla California con febbre alta e problemi respiratori. Le analisi sui campioni biologici prelevati all'uomo presso il laboratorio di virologia del Policlinico San Matteo di Pavia avrebbero sancito che l'infezione è sostenuta da un virus influenzale H1N1, ma non dello stesso tipo di quello che sta circolando in Messico. Negativi anche tre casi a Padova.
Nuovi provvedimenti
Mentra l'Oms fa il punto sull'evoluzione della crisi dell'influenza nel mondo con degli esperti dei Paesi colpiti dal virus, l'Argentina ha annunciato il blocco per cinque giorni dei voli provenienti dal Messico. Francia e Canada hanno sconsigliato ai loro cittadini di recarsi in Messico. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha convocato una riunione straordinaria del governo sull'emergenza pandemia. Sempre la Francia chiederà all'Unione europea lo stop di tutti i voli da e per il Messico e un vertice straordinario dei ministri dei Trasporti dell'Ue. La Protezione civile di Cuba è stata posta in stato d'allerta. La febbre suina potrebbe raggiungere anche la Russia in una settimana, ha detto il capo dell'Istituto di virologia dell'accademia delle scienze di Mosca. In Gran Bretagna il governo ha ordinato più di 30 milioni di mascherine. Il governo del Cairo ha deciso la soppressione di tutti i circa 350 mila maiali allevati in Egitto esclusivamente dalla comunità cristiana.

