Ci hanno puntato contro il dito; a noi che da anni forniamo una carne sempre più sicura grazie al lavoro di allevatori che nonostante la crisi che stanno affrontando continuano ad investire in qualità. A noi che miglioriamo le nostre performance in modo costante.

Allevarci costa caro e non rende come dovrebbe, è vero, ma questo è un altro discorso.

L'influenza messicana ha gettato un'ombra ingiustificata sulla nostra carne, ed ora vogliamo dire la nostra. Si dice che la penna ferisca più della spada, e mai come in questi giorni abbiamo potuto costatare questa verità.

Fortunatamente la Commissione Europea ha appena ribattezzato l'influenza messicana con un nome più consono a quello che è in realtà: un problema sanitario umano. Non può farci che piacere, e ringraziamo chi si sta impegnando in primo luogo nell'affrontare e contrastare questa nuova malattia, e in seconda battuta che ci difende da accuse infamanti.

Anche l'Istituto Zooprofillatico della Lombardia e dell'Emilia Romagna, le regioni in cui maggiormente veniamo allevati, ci difende a spada tratta. Il Dott. Giorgio Varisco ci ha infatti detto di non preoccuparci, perchè 'quello dell'influenza messicana non è un problema veterinario; le persone si ammalano contagiandosi tra loro, non mangiando carne suina. Non è come per l'aviaria, quando le persone si ammalavano stando a contatto con i polli; qui la diffusione del virus avviene come per le influenze più classiche.”

Sentito? Noi non c'entriamo! Preferiamo attirare l'attenzione sulla qualità e sicurezza della nostra carne, sulle sue caratteristiche nutrizionali che la collocano tra le migliori al mondo.

Grazie dell'attenzione e scusate lo sfogo, ma ci teniamo alla nostra reputazione.

Queste testimonianze sono state raccolte e diffuse dall'Osservatorio Agri & Food di Cremonafiere.