Si tratta di ferro, zinco, iodio, rame, manganese, selenio, cromo, fluoro, ma anche cobalto, litio, alluminio, ecc., che spesso non si sa bene in quali alimenti stanno (dipende da diversi fattori), a meno che non vengano somministrati agli animali da carne con mangimi bilanciati, come è il caso del ferro e dello zinco, oppure aggiunti ai fertilizzanti. Questi oligominerali servono il più delle volte a completare la formazione degli enzimi e dei composti che regolano le funzioni corporee, in quantità veramente microscopiche. Basti pensare che la razione raccomandata di iodio è di 0,00015 grammi al giorno, ovvero 150 microgrammi (corrispondenti a 150 milionesimi di grammo), una quantità che neanche si vede.

Questa inezia serve soprattutto a prevenire una malattia chiamata gozzo endemico, ma si possono fare altri esempi sull'importanza degli oligominerali, chiamati anche oligoelementi. Nel 1930 si scoprì che la molecola dell'eme, componente dell'emoglobina del sangue che trasporta l'ossigeno nei tessuti e che consente di respirare, è composta da 34 atomi di carbonio, 32 di idrogeno, 4 di ossigeno, 4 di azoto e un solo atomo di ferro, posto al centro. Senza questo atomo, l'emoglobina non funziona, in quanto gli atomi di ossigeno, per arrivare ai tessuti, si attaccano proprio al ferro come al tram, per essere trasportati.

Le funzioni della clorofilla, che regola il mondo vegetale e tutta la catena alimentare umana e animale, sono assicurate da un solo atomo di magnesio posto anch'esso al centro della molecola composta da altri 123 atomi, in modo del tutto analogo all'eme.

Un solo atomo di cobalto, in mezzo a 180 altri atomi, permette alla vitamina B12, che sta soprattutto nel fegato e nelle carni, di funzionare e di prevenire diverse malattie, oltre a curare la mortale anemia perniciosa.

Lo zinco fa parte di un enzima (una specie di "chiave" chimica) che è essenziale alla vita dell'uomo per i processi di rilascio dell'anidride carbonica nella respirazione.

Il selenio ha riscosso negli ultimi anni lodi sperticate perché previene numerose malattie, tanto che sta in moltissimi integratori alimentari.

Il litio, che è un minerale leggerissimo (galleggia sull'acqua), ma anche molto raro, combatte il restringimento delle arterie e l'arteriosclerosi.

In certe quantità il cromo è un metallo tossico, ma in piccolissime quantità (appena 100 milionesimi di grammo al giorno) serve all'organismo per mantenere le difese immunitarie e potenziare l'azione dell'insulina, quindi combattere l'insorgenza del diabete. Da quando si è scoperto che favorisce l'accrescimento muscolare, il cromo viene messo anche nei mangimi degli animali, soprattutto dei maiali, nella versione organica, cioè legato ad altri composti che ne facilitano l'assimilazione.

Il fluoro, infine, previene la carie, mentre non si sa bene quale è il ruolo del manganese: sembra che favorisca l'assimilazione di proteine e carboidrati, ma probabilmente attiva anche qualche altro enzima che nel corpo umano fa qualche cosa di utile e altrettanto si può dire del molibdeno. Nella tabella sono indicate le piccolissime quantità di oligoelementi che servono all'organismo, secondo i LARN della Società italiana di nutrizione umana.


Il bisogno di oligoelementi (mg/giorno per adulti)

Molibdeno

0,05

Selenio

0,055

Cromo

0,1

Iodio

0,15

Fluoro

2

Manganese

5

Ferro

10

Zinco

10