Con una pillola prima dei pasti la celiachia non sarà più un problema
La celiachia può essere invitata a cena. Parte una campagna di sensibilizzazione in tutta Italia verso la malattia che produce intolleranza al glutine, mentre viene annunciata una pillola, disponibile tra un paio d'anni, che presa prima dei pasti riuscirà a bloccare l'effetto tossico del glutine
Con lo slogan «Se lo riconosci lo puoi invitare a cena» è partita la prima campagna nazionale di comunicazione e sensibilizzazione sulla celiachia (malattia che produce intolleranza al glutine) realizzata dall'Associazione italiana celiachia (Aic) e presentata all'Istituto superiore di sanità. La campagna, organizzata in occasione dei 30 anni di attività dell'Aic, che conta solo nel Lazio 5mila iscritti, durerà circa 4 mesi ed ha come obiettivo sottolineare l'importanza di una diagnosi precoce e dimostrare che i celiaci possono ormai condurre una vita normale grazie a una dieta appropriata. Testimonial dell'iniziativa l'arbitro Pierluigi Collina protagonista, assieme alla sua famiglia, di uno spot televisivo. Durante la campagna di sensibilizzazione saranno anche distribuiti locandine e manifesti in farmacie e studi medici e previste inserzioni su quotidiani e periodici che spiegano come una diagnosi tempestiva e una dieta appropriata permettano di condurre una vita «normale». Accanto a Collina ci saranno altri due gli altri testimonial d'eccezione, l'attrice Gaia De Laurentis (mamma di un bimbo celiaco) e il conduttore televisivo Daniele Bossari, presidente onorario dell'associazione e celiaco.
Ma oltre ai vantaggi della dieta potrebbe arrivare in commercio fra 2-3 anni la pillola anti-celiachia, da assumere prima dei pasti e in grado di bloccare l'effetto tossico del glutine, consentendo a chi è intollerante di alimentarsi come tutti gli altri. Lo ha annunciato Umberto Volta, del Sant'Orsola di Bologna e presidente del comitato scientifico dell'Associazione italiana celiachia (Aic) Si sono appena conclusi i test di fase II, condotti su circa 200 pazienti a cui il farmaco è stato somministrato 3 volte al giorno prima di ogni pasto, per sei settimane. «La pillola - ha spiegato a ilmessaggero.it Alessio Fasano, direttore del Centro di ricerca sulla celiachia dell'Università del Maryland a Baltimora, negli Usa - previene i sintomi associati al consumo di cibi contenenti glutine, in quantità equivalenti a un piatto di pasta abbondante al giorno. Solo il 14% dei celiaci che l'hanno assunta ha sviluppato i sintomi, contro il 75% di quelli trattati con placebo». Il farmaco, individuato 4 anni fa dal gruppo di ricerca guidato da Fasano, blocca l'aumento della permeabilità intestinale indotto dal glutine inibendo una proteina, la zonulina, che regola l'apertura dei 'cancellì dell'intestino. Da questi cancelli aperti passano, infatti, frammenti tossici di glutine non completamente digerito che scatenano la risposta immunitaria dell'organismo. A breve partirà lo studio clinico di fase III, che dovrebbe concludersi nel giro di 2-3 anni. E poi la pillola potrebbe arrivare in commercio. «Non potrà, però - avverte Volta - sostituire del tutto una dieta priva di glutine. La si potrà assumere in occasioni speciali, in cui il celiaco potrà mangiare ciò che vuole come tutti gli altri».

