Riportiamo l'articolo tratto dal sito www.focuswine.it riguardo al caso della campionessa olimpica Elisa Riguardo, bronzo nella marcia di 20 chilometri alle scorse Olimpiadi, che ha dichiarato in un'intervista a Il Messaggero che rinunciano al vino in tre mese ha perso tre chili di peso. Ecco il testo dell'articolo:

«
Il Messaggero del 22 agosto titola 'Addio al vino” un'intervista con Elisa Riguardo, che ha vinto la medaglia di bronzo nella marcia di 20 chilometri, una prova olimpica veramente dura. «Per tre mesi ho rinunciato al vino - riferisce la brava piemontese - nemmeno un sorso a tavola. In compenso ho perso tre chili».
 Lo splendore della vittoria dà credibilità a un messaggio che, così come riportato nel giornale, è erroneo. Rispettiamo naturalmente il pesante impegno professionistico, del tutto particolare, per raggiungere la miglior forma fisica al momento giusto, e sappiamo anche per esperienza clinica che le scelte nelle restrizioni caloriche variano da persona a persona e, purtroppo, da medico a medico. Ma se qualche lettore in sovrappeso fosse indotto a togliersi il bicchiere di vino a tavola per correggere la bilancia resterebbe deluso dei risultati. L'evidenza scientifica fornisce infatti indicazioni diverse.
Le bevande alcoliche cominciano ad influenzare il peso corporeo a partire da tre 'drinks”, qualcosa come mezzo litro di vino o 300 calorie giornaliere. Nella popolazione degli Stati Uniti il consumo moderato di alcol è associato ad una minore frequenza di soprappeso od obesità, e la stessa cosa è stata osservata in Danimarca, ma soltanto per il vino. Non conosciamo dati paralleli per la popolazione italiana. Sempre negli Stati Uniti, l'uso moderato di bevande alcoliche è associato a una diminuzione di diabete e incidenti vascolari anche nell'obeso, persona particolarmente a rischio. Il bere moderato non va quindi scoraggiato nemmeno nell'obesità severa.
Siamo ovviamente molto fieri del successo italiano di Elisa, ma attribuiamo merito e consistenza ai ben 5800 chilometri di allenamento che ella ha condotto, anche a 3900 metri di quota in Ecuador. Per il resto, l'alcol moderato e l'attività sportiva costituiscono una buona alleanza per la riduzione della morte da infarto e per un aumento dell'attesa di vita. Elisa può tornare serenamente al suo sorso di vino a tavola.
Problema diverso è l'uso moderato d'alcol prima della prova sportiva, una pratica semiclandestina abbastanza diffusa anche nel professionismo. In breve, i praticanti rilevano che piccole dosi di alcol hanno un effetto calmante, e riducono l'inibizione e la rigidità muscolare. Ma si obietta giustamente che comunque l'alcol diminuisce la precisione ed i tempi di reazione e aumenta il rischio d'incidente. Qui l'evidenza scientifica è in favore dell'astensione, e l'orientamento medico è per quota zero. Ma se dovete fare una partitella di golf senza impegno né rischio potete legittimamente rivendicare l' aumento della riserva di flusso delle coronarie indotto da un bicchiere di buon vino rosso.

Di Francesco Orlandi*

*Gastroenterologia, Università di Ancona, e Scienze Viticole ed Enologiche, Università di Torino. Gruppo Umberto Pallotta 'Vino e Salute”, Accademia Italiana della Vite e del Vino
»

Fonte: Focuswine