Due bicchieri di rosso al giorno proteggono dal rischio infarto, anche più della birra
I classici due bicchieri di vino rosso durante i pasti sono un efficace rimedio "scaccia infarto". Gli effetti benefici del consumo moderato di alcol sono stati verificati da uno studio dell'Università Cattolica di Campobasso, presentato a Monaco di Baviera, nel corso della riunione annuale della Società europea di Cardiologia (Esc). Le malattie cardiovascolari causano, ogni anno, in Europa tre milioni di decessi. Ridurre questo pesante fardello è la missione dell'European
Society of Cardiology. La ricerca, una metanalisi presentata dal professor Giovanni De Gaetano, è un sofisticato metodo statistico che permette di mettere assieme risultati di diversi studi considerandoli come fossero uno solo. «Studi recenti - sostiene De Gaetano - indicano che il grado di protezione cardiovascolare dovuto al consumo moderato di alcol è influenzato da altri fattori legati allo stile di vita, ma l'effetto dell'alcol rimane comunque significativo. Supponiamo, ad esempio, che l'alcol possa risultare benefico perché associato con altri fattori protettivi quali l'attività fisica. Correggendo con tecniche appropriate i dati in modo da separare il solo effetto prodotto dall'alcol, la protezione cardiovascolare risulta comunque significativa, indipendentemente dagli altri fattori presi in considerazione».
Dall'analisi dei ricercatori viene fuori anche un altro aspetto interessante e che consacra il vino al primo posto tra le bevande in grado di offrire protezione cardiovascolare.
Nella ricerca condotta dal team dei Laboratori della Cattolica, infatti, è emerso che la birra produce effetti benefici inferiori a quelli del rosso nazionale. «Per il momento possiamo solo avanzare ipotesi per spiegare questa differenza - continua de Gaetano. Non è escluso che possa essere dovuta ad un differente modo di bere. Il vino generalmente si consuma durante i pasti, mentre solitamente i consumatori di birra non badano troppo all'etichetta. Spesso, e soprattutto nei Paesi del Nord Europa, il consumo di bionda è concentrato nel solo fine settimana. Un'usanza che potrebbe spiegare le diversità osservate in materia di benefici per la salute".
E se finora la ricerca ha messo sotto la lente gli effetti della prevenzione offerta dal vino in soggetti sani, l'equipe diretta da De Gaetano è già al lavoro per valutare se il vino porti vantaggi anche a chi è stato già colpito da una malattia cardiovascolare. Un nuovo sentiero di studio che promette novità davvero sorprendenti.
Fonte: Agi
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