Cucina settentrionale contro cucina mediterranea. Polenta, riso, patate, radicchio trevigiano, asparagi, carne alla griglia, mele e pere: questi i principali alimenti alla base della dieta proposta dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini (nella foto a sinistra), esponente della Lega Nord, come Francesca Martinialternativa a quella mediterranea. «Non è certo per le mie origini né per le idee politiche che intendo promuovere questo tipo di alimentazione. Credo nel valore nutrizionale e salutare della dieta federalista» ha dichiarato con ferma convinzione il sottosegretario del Welfare in un curioso articolo riportato oggi sul Corriere della sera.

In controtendenza rispetto ai regimi alimentari solitamente consigliati per dimagrire o semplicemente godere di buona salute, la Martini sostiene che sia solo una questione di porzioni: «Se moderato, trovo sia un buon regime dietetico, mai disgiunto, ricordiamolo, dall'esercizio fisico. Non particolarmente grasso, basato su cibi di qualità, su prodotti del  territorio, sicuro grazie alle modalità con cui è stato lavorato e trasportato. Perché esportare solo il modello della mediterranea? Io promuoverò la padana. Non è giusto dimenticare l'altra metà del Paese».

Secondo una recente ricerca dal titolo 'Dietary intervention randomized controlled trial” (Direct), condotta dal centro israeliano di Beer Sheva in collaborazione con l'ospedale universitario Leipzig di Boston, e i cui risultati sono stati pubblicati sull'ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine, la dieta mediterranea e la dieta a basso tenore di carboidrati sul lungo periodo sono le più efficaci perché facilitano il controllo della glicemia e del colesterolo. Allo studio clinico hanno partecipato circa 300 volontari in sovrappeso, che sono stati suddivisi in 3 gruppi. Il primo gruppo ha seguito la dieta mediterranea, il secondo gruppo quella a basso tenore di carboidrati e il terzo gruppo una dieta a basso tenore di grassi.
I volontari sono stati seguiti per più di 2 anni. Tutti i volontari sono riusciti a dimagrire e a riguadagnare il peso forma ma a ben guardare qualcuno era più in salute di altri. I volontari che hanno seguito la dieta a basso tenore di carboidrati e la dieta mediterranea avevano i valori di trigliceridi e colesterolo sotto  controllo. In particolare, la dieta mediterranea abbatte la concentrazione di Ldl (il colesterolo cattivo) e la dieta a basso tenore di carboidrati aumenta i valori di Hdl (il colesterolo buono). Le due diete si equivalgono nel tenere sotto controllo i livelli di glicemia. La dieta a basso contenuto di grassi fa perdere peso ma restituisce un quadro dei valori meno equilibrato.

«Non dico che la dieta mediterranea non sia valida», chiarisce il sottosegretario Martini. «Però non dobbiamo fossilizzarci. In Italia non c'è bisogno di proibire», ha aggiunto facendo riferimento al governatore della California Arnold Schwarzenegger che ha vietato nei ristoranti il consumo dei grassi perniciosi, presenti soprattutto in margarina e olio da frittura. «Lo inviterò a una festa della Lega - ribadiva la Martini. Sui grassi nocivi ho chiesto un parere all'agenzia europea». «Dobbiamo ricordare a tutti, medici e pazienti, che l'obiettivo di una dieta non è tanto perdere peso quanto ridare equilibrio al corpo, acquisire un corretto stile alimentare e mantenerlo nel tempo», avevano dichiarato gli autori dello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.

 

 

 

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