Riduzione dei consumi di acqua e cibo e un'apertura verso gli ogm per risolvere il problema della crisi alimentare. Saranno questi gli argomenti chiave della quarta conferenza mondiale sul futuro della scienza, che si terrà a Venezia dal 24 al 27 settembre.
Il programma è stato presentato a Milano dal presidente della Conferenza Umberto Veronesi, da Chiara Tonelli, segretario generale, e da Dario Casati, membro del comitato di programma. I temi su cui discutere partono da un problema fondamentale: come assicurare il cibo per tutti in una situazione di  boom demografico, aumento dei prezzi e spinta dei consumi nei Paesi emergenti. «Possiamo contrastare l'ingiustizia alimentare - spiega Umberto Veronesi - utilizzando da subito le conoscenze della scienza e assumendo un comportamento alimentare più responsabile».
«La genetica applicata alla produzione agricola - continua Veronesi - può infatti aiutare a risolvere l'emergenza e non è vera l'equazione ogm-scarsa qualità, spesso è l'opposto. La genetica può garantire la qualità e salvare specie che stanno sparendo rendendole resistenti ai virus. La cosa più ragionevole è accelerare con la genetica, che può risolvere in pochi minuti quello che gli agricoltori ottenevano con gli anni».

Un grosso passo avanti, secondo i relatori, sarebbe ridurre i consumi di carne. I dati presentati parlano di 15mila litri d'acqua necessari per produrre 1 kg di carne bovina, con il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo che vengono usati per nutrire i circa 3 miliardi di animali d'allevamento. Altro problema al centro dei lavori della conferenza saranno le risorse idriche, usate per il 70% per usi agricoli con il 1,4 miliardi di persone che non hanno acqua potabile a sufficienza.
«La ricerca sta già sperimentando piante resistenti alla siccità - spiega Chiara Tonelli, docente di genetica all'Università degli studi di Milano - e alle malattie, adatte a terreni aridi e salini, e anche nuove piante che permettano incrementi di produttività rispettando i criteri di sicurezza e i valori nutritivi».

Fonte: Agi