Uno stile di vita sano spegne più di 450 geni "cattivi"
Uno stile di vita sano non solo fa bene al corpo e alla mente, ma anche ai geni. Lo hanno scoperto i ricercatori del Preventive medicine research institute di Sausalito, in California, con uno studio pubblicato da Proceedings of the National academy of science (Pnas), secondo cui dieta e movimento fisico sono in grado di spegnere più di 450 geni "cattivi" e ad accenderne di buoni. I ricercatori hanno studiato trenta uomini con un basso rischio di cancro alla prostata che si sono 
sottoposti volontariamente a tre mesi di grossi cambiamenti nello stile di vita, da una dieta ricca di verdura e legumi a una passeggiata di un'ora e mezza al giorno a un'ora al giorno di rilassamento e meditazione antistress.
La "terapia" ha avuto successo non solo nell'aspetto esteriore dei soggetti, ma anche nelle biopsie delle loro prostate: i ricercatori hanno infatti trovato modifiche nell'attività di 501 geni, di cui 48 si erano "accesi", e 453 invece si erano "spenti". Di questo secondo gruppo fanno parte diversi geni noti perché promuovono i tumori. «è una scoperta interessante, perché spesso la gente afferma "Cosa ci posso fare? è nei miei geni"», commenta il presidente del Preventive medicine research institute, Dean Ornish (nella foto a destra), che ha condotto lo studio, «invece abbiamo dimostrato che può fare molto».

sottoposti volontariamente a tre mesi di grossi cambiamenti nello stile di vita, da una dieta ricca di verdura e legumi a una passeggiata di un'ora e mezza al giorno a un'ora al giorno di rilassamento e meditazione antistress.La "terapia" ha avuto successo non solo nell'aspetto esteriore dei soggetti, ma anche nelle biopsie delle loro prostate: i ricercatori hanno infatti trovato modifiche nell'attività di 501 geni, di cui 48 si erano "accesi", e 453 invece si erano "spenti". Di questo secondo gruppo fanno parte diversi geni noti perché promuovono i tumori. «è una scoperta interessante, perché spesso la gente afferma "Cosa ci posso fare? è nei miei geni"», commenta il presidente del Preventive medicine research institute, Dean Ornish (nella foto a destra), che ha condotto lo studio, «invece abbiamo dimostrato che può fare molto».

