Alimentazione sana, è emergenza. Martini: a gennaio un piano nazionale
L'Italia mangia male. «Negli ultimi 20 anni - denuncia il sottosegretario alla Salute Francesca Martini - abbiamo assistito a una vera e propria deriva alimentare, con la dieta mediterranea che di fatto non esiste più, se non come massiccio consumo di carboidrati, e il dilagare di regimi alimentari d'oltreoceano».
Non a caso, «si registra un aumento preoccupante di tumori al colon-retto e allo stomaco». Per questo, ha annunciato la Martini a margine della presentazione del progetto 'Frutta Snack”, partirà a gennaio «un piano nazionale su alimentazione e nutrizione, che coinvolgerà scuole, ristorazione
collettiva ma anche il mondo scientifico e le filiere produttive, con l'obiettivo di realizzare un'importante campagna informativa», ma anche incentivi per diverse iniziative (proprio sul modello di 'Frutta Snack”, con distributori automatici di frutta nelle scuole) e l'inserimento dell'alimentazione «nei percorsi di cura, perché se vogliamo curare un paziente a rischio cardiovascolare, ad esempio, non possiamo lasciarlo sovrappeso».
Con uno sguardo particolare ai bambini, emergenza nell'emergenza visto che oltre un terzo sono obesi o sovrappeso: tra le ipotesi, «rendere l'educazione alimentare materia scolastica, per incidere sulle modalità e sugli stili di vita dei più piccoli».
Alimentazione: a scuola 1 giovane su 2 sceglie frutta
Basta un distributore automatico nella propria scuola, che offra diversi tipi di frutta, dalla macedonia alla mela, magari a prezzi contenuti, ed ecco che dopo un po' molti studenti scelgono il mangiare sano alla solita merendina, saporita ma ipercalorica. è quanto dimostra il successo del progetto 'Frutta snack”, promosso dal ministero della Salute insieme a quello dell'Istruzione, che ha installato in 82 scuole superiori delle province di Roma, Bologna e Bari distributori di frutta, una proposta alternativa per la classica merenda della ricreazione.
Risultato, il 60% degli studenti coinvolti hanno provato la frutta del distributore, di cui il 58% una o due volte al mese, il 18% un paio di volte a settimana e l'11% più volte a settimana. A andare per la maggiore è stata soprattutto la macedonia, scelta dal 50% dei ragazzi, seguita dalle fette di mele essiccate, gli spicchi di mela fresca, lo yogurt e i succhi di frutta. L'importante, spiegano i promotori del progetto, presentato oggi al Ministero alla presenza del sottosegretario alla Salute Francesca Martini, è inculcare nei ragazzi questa nuova abitudine: tanto che per il 54% degli studenti coinvolti il consumo di frutta anche a casa è aumentato abbastanza o molto, raggiungendo la media invidiabile di tre porzioni di frutta al giorno.
«Attraverso questo progetto - ha spiegato la Martini - puntiamo con forza sulla parte più ricettiva del paese, cioè l'infanzia e l'adolescenza, con l'obiettivo di un cambiamento complessivo delle abitudini alimentari. Oggi l'alimentazione è un fattore strategico di salute, ma chi entra a scuola trova le solite merendine. Noi vogliamo rieducare il palato dei più giovani, avvicinandoli al modello delle cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Per evitare di avere in futuro una popolazione di obesi, bisogna che la frutta diventi l'unico modo per spezzare le pause tra i pasti». Un primo segnale potrebbe essere nelle prossime festività: «Nella calza della befana - è l'invito del sottosegretario - non mettiamo solo i soliti dolciumi, ma anche e soprattutto mandarini e noci, che una volta erano visti dai bimbi come il massimo del gusto e ora sono disprezzati, quando invece sono alimenti sani, nutrienti e anche buoni».
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