Donne in dolce attesa occhio a non esagerare con i caffè. Rendere più consapevoli le future mamme sulle modifiche a cui il loro corpo va incontro e informarle sul rischio di malattie circolatorie da trombosi provocate dall'eccesso di caffeina è l'obiettivo del progetto di sensibilizzazione promosso dall'Associazione per la lotta alla trombosi (Alt), in collaborazione con la Regione Lombardia e con gli ospedali.

 «Le donne che programmano una gravidanza - raccomanda in una nota Lidia Rota Vender, presidente dell'Alt, che dal 1987 è impegnata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da trombosi e nel finanziamento della ricerca scientifica multidisciplinare in questo campo - dovrebbero sforzarsi di cambiare le proprie abitudini. E di ridurre al minimo o eliminare del tutto la caffeina, prima e soprattutto durante la gravidanza».
Secondo un recente studio inglese pubblicato sul British Medical Journal, infatti, anche piccole quantità di caffeina possono provocare un rallentamento dell'accrescimento del feto. Condotto su 2.600 donne in dolce attesa, la ricerca sottolinea che, indipendentemente dal 'vizio” di alcol e di sigarette, le donne che consumano più di 200 mg di caffeina al giorno, pari a 2 tazze di caffè americano, partoriscono bambini di peso più piccolo rispetto ai neonati di donne che ne assumono meno di 100 mg al giorno. Ancora più significativo il dato per cui a una riduzione del consumo quotidiano di caffeina corrisponde immediatamente un recupero nel peso del bebé.
«I cambiamenti dell'assetto ormonale legati alla gravidanza - aggiunge Vender - fanno della gestazione un periodo di confusione per il sistema della coagulazione, che governa la fluidità del sangue. Il rischio di malattie circolatorie da trombosi risulta quadruplicato, per tutta la gravidanza, e addirittura moltiplicato per 25 volte nel periodo immediatamente successivo al parto». Il progetto di sensibilizzazione femminile partirà a gennaio in alcune città italiane, per essere poi allargato ad altre Regioni.

Fonte: Adnkronos