L'estate porta con sé una ventata di libertà e di occasioni per goderla. Innanzitutto perché il sole fa la parte del leone mediamente per 15 ore al giorno e perché l'elevata temperatura ci costringe a dismettere giacca e cravatta. Nel relax, quindi, maglietta e pantaloni corti. La forte evaporazione fa aumentare la sete. Il movimento anche la fame. E' un po' diversa la vacanza al mare da quella in montagna: sole, caldo umido e scarsa attività nel primo caso, sole, caldo temperato secco e molta attività nel secondo.

Chi fa vacanze classiche al mare (con la classica alternanza di albergo-spiaggia-albergo-passeggiata serale) introita circa il doppio delle calorie necessarie. Chi le fa in montagna, in albergo, un po' di meno. Le vacanze in rifugio o in barca offrono la massima possibilità di ottimizzare relax, attività fisica e piacere della tavola. Ma la capacità ricettiva non è abbastanza elevata da soddisfare tutti con un livello di qualità accettabile. Al mare, comunque, è preferibile proporre primi piatti scarsi, conditi con pesce e/o verdure, secondi poco impegnativi, che necessitano di breve cottura, ancora pesce o filetti appena scottati alla griglia, che mantengono un elevato grado di umidità; anche le zuppe, di verdura e di pesce sono le benvenute per gli avventori. Non far mai mancare acqua in tavola, frizzante e naturale.

Il gelato in spiaggia è un'ottima alternativa al pasto del mezzogiorno: un'offerta variata in tal senso potrebbe risultare un successone. In montagna, il pesce non è proprio di casa e ci si attende una cucina tipicamente locale, al forno o alla griglia, con carni molto disidratate. Meglio proporre gli umidi che contengono più acqua.

Al pasto principale, tipicamente serale, sia al mare sia in montagna, meglio la birra del vino, meglio i bianchi dei rossi, tra i vini, con lo scopo di ridurre la quantità di alcool introdotto. L'alcool ha due effetti negativi importanti nella stagione calda. Il primo è quello di produrre una vasodilatazione periferica che fa aumentare la diaforesi, cioè la liberazione di vapor d'acqua e di sudore dalla cute. Il secondo è quello di inibire l'ormone anti-diuretico dell'ipofisi, con il conseguente aumento della quantità di urina prodotta, rendendo vani i tentativi di idratazione, essenziali per mantenere bassa la temperatura del corpo.
Può sembrare assurdo, ma la disidratazione in montagna può essere sovrapponibile a quella che si ha a livello del mare.

Al mare c'è più caldo, maggiore vasodilatazione e perdita di umidità attraverso la cute. In montagna è la minore umidità relativa della quota che costringe il nostro organismo a cedere umidità all'ambiente, soprattutto attraverso la respirazione che anche, ma non solo per questo motivo, è maggiore in montagna. D'estate mangiare un po' saporito fa bene, soprattutto a chi soffre di pressione bassa, poiché i sali minerali contribuiscono ad aumentare la quantità di acqua ritenuta con benèfici effetti sia sulla idratazione, aiutando a mantenere bassa la temperatura del corpo, sia sulla pressione che si riduce di meno, con minori disturbi legati all'ipotensione. Gli ipertesi vi sottolineeranno che il cibo troppo saporito a loro fa male.
Vi adatterete a qualche variante.

Bruno Sgherzi