Le abitudini alimentari sono strettamente legate alla ripercussione sull'organismo, in particolare una cena abbondante, l'abuso di bevande alcoliche, di caffé o di bibite che contengono caffeina possono, in alcune persone, ostacolare il sonno. In questo caso è utile che un attento ristoratore sia informato su alcuni effetti dell'alimentazione sul corpo umano, in particolare sul sonno e l'insonnia. Con qualche pratico accorgimento sarà più facile per il ristoratore proporre menu serali, soprattutto, in linea con le esigenze e le necessità ideali al riposo notturno. Menu leggeri, equilibrati e vari possono rivelarsi la chiave per una maggior soddisfazione del cliente, in particolar modo di quello attento a tali risvolti sul proprio organismo.
 L'insonnia, intesa come un disturbo dell'inizio e del
mantenimento del sonno, è una condizione molto frequente che può trovare una soluzione solo se ne è riconosciuta la causa. La dieta non è mai la causa principale, ma scorrette abitudini alimentari possono contribuire a peggiorare la situazione. Per saperne di più, ci siamo avvalsi di alcuni consigli di Manuela Pastore, dietista di Humanitas. «Per assicurarsi un sonno tranquillo non ci sono alimenti in particolare da evitare, ma in generale un pasto impegnativo dal punto di vista digestivo peggiora sicuramente la capacità di addormentarsi. Sono da evitare cene abbondanti e con alimenti ricchi di grassi e fritture. Gli alimenti proteici e ricchi di grassi allungano i tempi di digestione, mentre i carboidrati contenuti nella pasta impegnano l'apparato digerente per un periodo più breve. Meglio allora una cena con un primo piatto condito con sughi sfi ziosi, ma poveri di grassi, di un secondo piatto ricco di grassi. I carboidrati, inoltre, mantengono alti i livelli di neurotrasmettitori del benessere, che sicuramente predispongono positivamente l'organismo a un buon sonno».
«Può essere utile bere un bicchiere di latte prima di coricarsi, per conciliare il sonno. Il latte, infatti, contiene il triptofano, un amminoacido che rilassa e favorisce una buona dormita. Non per nulla da questa sostanza dipende la produzione di serotonina, l'ormone del piacere, dell'appagamento. Camomilla, tiglio, biancospino sono tutte erbe dalle capacità calmanti che, inserite nell'ambito di un certo rituale, aiutano a rilassarsi». Quanto all'abuso di alcol come anche di caffè o di fumo, tutte sostanze stimolanti, si sa che porta a una frammentazione del sonno e a una riduzione di quelle fasi di sonno profondo che sono considerate le più importanti per il riposo e il ristoro dell'organismo. L'effetto sedativo dell'alcol, infatti, è solo momentaneo. Nessun problema se il consumo di alcol è moderato, come può essere quello di uno o due bicchieri di vino al pasto. «Nella tazzina tanto amata dagli italiani - conclude la dietista - c'è la caffeina, una sostanza che agisce come eccitante. Per alcuni basta un caffé nel tardo pomeriggio per non riuscire ad addormentarsi, mentre altri possono prenderne anche a sera inoltrata e dormire senza alcun problema. C'è quindi una differente sensibilità all'azione della caffeina, che dipende anche dalla quantità assunta durante tutta la giornata, considerando tutte le altre possibili fonti di sostanze stimolanti (bibite a base di cola, tè, cioccolato), compresa la nicotina».

Greta Nicoletti