Ricerca AcNielsen sugli italiani e il cibo, in particolare sulla nuova tendenza dei cibi dietetici.

Lo sviluppo che la società moderna ha realizzato negli ultimi decenni ha portato alla completa saturazione delle quantità di cibo consumato da ogni individuo. La 'globesity”, la paura del grasso, oltre al progressivo innalzamento della media d'età, chiede di rivedere velocemente il modo di mangiare cibo, pretendendo da esso ulteriori benefici.
 Con il termine 'cibo funzionale” si identifica quindi un alimento studiato e prodotto a vantaggio della salute, oltre che del nutrimento e del gusto. Con questi presupposti, l'indagine condotta da AcNielsen ha fotografato la percezione degli italiani sull'argomento. La presentazione dell'indagine 'Il cibo del futuro e il futuro del cibo per un benessere diffuso”, organizzata da Rimini Fiera e Dietetica, realizzata da AcNielsen su 17.000 individui (over 14 anni) appartenenti a 6.000 famiglie italiane, è avvenuta in occasione della fiera Riminiwellness lo scorso maggio nel corso di un convegno sul tema dei cibi funzionali e dietetici. Ne sono scaturite, a partire da una serie di dati introduttivi, considerazioni e analisi di grande interesse per il mercato. Il 60% degli italiani è infatti molto/abbastanza d'accordo sull'affermazione - i problemi di salute possono essere legati all'alimentazione errata -, il 45% degli italiani è a dieta per perdere peso o a fini di prevenzione. Sul mercato, l'incremento dei consumi di alcune merceologie innovative va dal 3% degli integratori al 17% dei più recenti e innovativi yogurt probiotici o anticolesterolo. In generale, il 33% degli italiani è favorevole all'integrazione e all'arricchimento con elementi e principi attivi degli alimenti oggi troppo impoveriti. A dirigere i lavori del convegno Chiara Magelli di AcNielsen, il presidente Inran, Ferdinando Romano, Walter Marrocco, presidente della Fimmg e Roberto Ostuzzi, presidente di Ansisa (Associazione nazionale specialisti in Scienze dell'alimentazione).


Greta Nicoletti