IL CNR PROMUOVE LA DIETA MEDITERRANEA
Il Consiglio nazionale delle ricerche boccia le diete che promettono miracoli e promuove quella con colazione, primi piatti semplici e secondi di carne, pesce e formaggi magri
Con l'approssimarsi dell'estate, come consuetudine, dilagano sui media i servizi di dietologia e le inchieste sull'obesità. Un'alluvione di informazioni, spesso contraddittorie, che disorientano il lettore più di quanto non lo informino. Gli esperti del Cnr hanno stilato un piccolo prontuario di orientamento in questa babele dietologica. Roberto Volpe, del Servizio prevenzione e protezione, dice no a «diete fai da te o proposte da dietologi o da centri di dimagrimento al fine di ottenere una rapida perdita di qualche chilo: niente digiuni, salti di pasti o, peggio, farmaci di dubbia o nessuna utilità scientifica, inclusi quelli ufficiali che andrebbero presi solo per le gravi obesità». L'approccio proposto, oltre alla riduzione delle porzioni, prevede il ritorno alla dieta mediterranea: primi piatti semplici con pomodoro, i legumi, le parti magre delle carni, gli insaccati e i pesci magri, formaggi meno grassi, uova, ma soprattutto verdure e frutta da consumare in grandi quantità. In ultimo, ma non per ultimo, anzi, all'inizio della giornata: colazione con pane e marmellata o cereali. «Molti prodotti light - avverte Volpe - possono apportare molte più calorie del previsto». «La dieta dimagrante, ipocalorica, è un atto prescrittivo medico», concorda Gianvincenzo Barba, dell'Istituto di scienze dell'alimentazione (Isa) del Cnr di Avellino. «Innanzitutto l'obiettivo della dieta non è ridurre il peso ma la quota di grasso in eccesso, senza modificare la massa muscolare. Il secondo punto è che una dieta non può avere come obiettivo quello di ridurre temporaneamente il peso, ma di fornire un nuovo modello alimentare». Il ruolo che i media possono giocare in questo campo è importante: una ricerca dell'Isa ha evidenziato come l'utenza consideri la stampa e la televisione quale fonte attendibile nel campo dell'alimentazione. Ma i media sono sempre all'altezza di questo rapporto fiduciario?

